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Vaccinazioni. San Giovanni in Fiore attiva navetta gratuita per ultra 80enni

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coronavirus vaccino

“La sanità calabrese presenta gravi difficoltà, per cui spesso succede che i più vulnerabili non riescano ad avere accesso alle cure e dunque vi rinuncino. Ciò a San Giovanni in Fiore non può e non deve accadere”

Comunicato stampa

«Al fine di agevolare la vaccinazione contro il Covid, il Comune di San Giovanni in Fiore ha attivato un servizio gratuito di navetta per gli ultraottantenni non autosufficienti o con difficoltà di spostamento».

È quanto affermano, in una nota, la sindaca di San Giovanni in Fiore, Rosaria Succurro, e l’assessore comunale alla Salute, Claudia Loria, che spiegano: «Il Centro operativo comunale, raggiungibile al numero 0984.97.54.34, raccoglierà le prenotazioni per il trasporto, che in alternativa potranno avvenire attraverso la mail vaccinazione@comune.sangiovanniinfiore.cs.it.

Quindi questi anziani verranno accompagnati tramite bus del municipio e saranno costantemente assistiti in sicurezza da personale del Comune. Dopo la somministrazione del vaccino e la prevista osservazione dei sanitari, gli stessi anziani saranno riportati a casa in bus; nello specifico 3, opportunamente sanificati e sempre operativi dalle ore 12 alle ore 18». «Per noi è essenziale assicurare – proseguono la sindaca e l’assessore – che nessuno rimanga indietro e che soprattutto le persone più fragili, come le nonne e i nonni della nostra comunità, siano tutelati e protetti con le vaccinazioni.

La sanità calabrese presenta gravi difficoltà, per cui spesso succede che i più vulnerabili non riescano ad avere accesso alle cure e dunque vi rinuncino. Ciò a San Giovanni in Fiore non può e non deve accadere. Ci auguriamo che l’esempio del nostro Comune sia seguito altrove, in Calabria, convinte che tutte le amministrazioni pubbliche debbano collaborare all’attuazione del piano vaccinale, mettendo a servizio dei cittadini ogni mezzo disponibile».

«Per questi interventi – concludono Succurro e Loria – stiamo utilizzando risorse umane della cosiddetta Legge 15, valorizzandole e coinvolgendole in azioni di indubbia utilità sociale. Il Covid ha portato tante sofferenze, ma ci ha anche permesso di riflettere sull’importanza della solidarietà e del lavoro a vantaggio del bene comune e dei più deboli».