La Valle dei Cenobi tra speranze ed avvoltoi

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La Valle dei Cenobi tra speranze ed avvoltoi

L’Associazione e i suoi simpatizzanti sentono il dovere di denunciare la situazione di stallo culturale che Lamezia sta attraversando, un immobilismo che mai come oggi ha gravato sulla  Città.

Comunicato Stampa

L’Associazione Santi 40 Martiri attraverso diverse iniziative sul territorio e il minuzioso lavoro di archivio e impiego pratico sul campo intrapreso per la riscoperta del patrimonio dallo studioso e ricercatore storico Giuseppe Ruberto da tempo ormai sono volti alla sponsorizzazione di tutti quei luoghi che sono la memoria del nostro passato.

Lamezia Terme vanta milleni di storia, una storia che comprende epoche rigogliose ma anche i terremoti e le guerre da cui il suo
Popolo sempre ha saputo rialzarsi dimostrando di saper governare le redini della propria sorte incidendo profondamente sul corredo genetico della Città.

Mentre in ambienti accademici si lavora sulle incantevoli vicende storiche del territorio lametino, quegli stessi luoghi versano ad oggi in condizioni di totale abbandono, di vero degrado e di un’incuria che prima ancora che effettiva è mentale e culturale.

Senza il contributo essenziale di un’amministrazione capace molto presto questi luoghi e queste storie più o meno recenti spariranno dalla memoria collettiva di Lamezia e dei suoi abitanti.

Sempre più spesso si sente parlare di contributi atti a migliorare o realizzare aree archeologiche i cui unici visitatori oggigiorno sono gli uccelli migratori che intraprendendo rotte oceaniche capitano per puro caso in quei luoghi.

Il compito di una burocrazia attenta poi, nonostante in molti si adoperino per far credere il contrario, non è quello di presentare ostacoli e impedimenti, ma ha una funzione collaborativa il cui fine ultimo deve essere quello di superare quegli ostacoli e quegli imprimenti.

Questa situazione non riguarda soltanto i siti più conosciuti come il Castello Normanno Svevo, gli scavi di Terina o l’Abbazia benedettina, ma anche realtà meno note come tutta l’area archeologica di epoca bizantina che dai monti Sant’Elia e Mitoio arriva fino al territorio della piana di Sant’Eufemia Lamezia, l’area di ruderi di cenobi di S.Ermia, S. Venere, S. Trada, S. Pietro, S. Isidoro così come come i Monasteri e le Abbazie (S.Maria del Carra, SS.Quaranta, S.Costantino e S.Elia), che tempo addietro furono allori di eminenti Professori.

Luoghi come il Parco Mitoio o l’area Termale che dovevano avere funzioni attrattive al fine di rilanciare il relativo contesto storico non sono mai state oggetto di reale interesse.

Basti guardare al Museo Archeologico della nostra Città, che custodisce il patrimonio delle nostre origini, il quale non solo non è debitamente pubblicizzato ma è oggetto del disinteresse generale forse perché mai nessuno ha reputato consono un interessamento della popolazione in merito, trascurando di tramandare l’interesse per la cultura e per la storia locale tra i lametini in genere e ancora peggio tra le nuove generazioni.

La cultura sembra cosa di pochi e per pochi, ed è chiaro che questo rappresenta un ulteriore ostacolo alla volontà di partecipazione dei più.

Poiché non ci siamo mai fermati a mettere al corrente delle criticità ma abbiamo sempre proposto nuovi modi per superarle, ci sentiamo di proporre alle Sovrintendenze che, in sinergia con l’Amministrazione comunale, potrebbero adoperarsi per la formazione di personale da adoperare in queste circostanze.

L’Associazione Santi 40 Martiri si augura che le volontà di cambiamento a guida di diverse associazioni e di privati cittadini che si spendono per questi luoghi con diverse manifestazioni per il rilancio del nostro patrimonio naturalistico, storico e quello delle tradizioni, possa trovare pieno compimento senza che dinosauri di sorta e una cieca burocrazia disattendano ancora una volta le vere aspirazioni della Politica e della Pubblica Amministrazione riducendosi ad essere piccola pubblica amministrazione e piccolissima politica.

Associazione Santi 40 Martiri

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