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Variante Delta: tre regioni verso la zona gialla, a rischio anche la Calabria?

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Per alcune regioni c’è il concreto pericolo di transitare prima della fine di agosto dalla zona bianca a quella gialla

Si tratta di quelle aree in cui è stata già superata l’incidenza dei 50 casi settimanali per 100mila abitanti.

Per ora, però, i posti occupati in area medica e in terapia intensiva sono ancora sotto la soglia che permette di restare ‘bianchi’ in base ai nuovi parametri stabiliti dall’esecutivo con l’ultimo decreto.

Tuttavia il trend è in peggioramento negli ultimi giorni. Se la tendenza sarà confermata potrebbe arrivare la zona gialla prima di fine agosto, addirittura entro due settimane, per diverse regioni.

I parametri introdotti con il nuovo decreto del governo stabiliscono che si cambia fascia e dunque si passa al giallo se si verifica una di queste due opzioni oltre all’incidenza dei casi superiore a 50 settimanali: occupazione in area medica superiore al 15% oppure occupazione in terapia intensiva superiore al 10%.

La Sicilia, che ha 80 casi settimanali (è all’8% per l’occupazione dei posti in area medica e al 4,7% per quelli occupati in terapia intensiva), è la regione che rischia maggiormente di passare a breve in zona gialla.

Anche la Sardegna ha numeri critici, con un’incidenza di 136 casi. Occupazione posti letto: 4,4 % in area medica e 4,2 % in terapia intensiva.

Anche il Lazio ha una situazione da monitorare costantemente con 87,5 casi, con ricoveri nei reparti ordinari al 4% e nelle terapie intensive al 3,7 %.

Allerta anche per la Calabria dove l’incidenza è sotto la soglia dei 50 casi, con il 45,9, ma l’occupazione dei posti ospedalieri è al 6,6 in area medica e 3,3 in terapia intensiva.

La Toscana ha 94,5 casi, ma risulta sotto controllo la situazione ospedaliera: 2,2 pazienti in area medica, 3,3 in terapia intensiva.

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