LameziaTerme.it

Il giornale della tua città


Verde Calabria: il marmo verde del Reventino, un tempo usato per decorare edifici di valore

2 min read

Cave di marmo verde sono presenti anche in località Zangarona. Questa roccia è stata usata in passato per le decorazioni di edifici civili e religiosi

La pietra verde del Reventino è una roccia metamorfica di facies scitosa a grana fine, che tende a sfaldarsi in fasce sottili. Ha una colorazione grigio-verde oliva con venature biancastre e una durezza tale da conferirgli notevoli caratteristiche fisiche. Proprio per questo motivo è stata scelta in passato per le decorazioni interne ed esterne di edifici civili e soprattutto religiosi.

Grossi esempi dell’impiego della pietra estratta nel Reventino sono presenti nel comune di Conflenti, ma gran parte dell‘hinterland catanzarese vanta diversi affioramenti: uno tra questi è il sito di Zangarona.

Non di rado, infatti, chi ancora pratica le zone più interne del nucleo abitativo che fa capo al comune di Lamezia Terme, può imbattersi in numerose cave che qualche secolo fa hanno fatto la ricchezza estetico-esecutiva dei principali luoghi di culto del vicino quartiere di Nicastro e non solo.

Ad esempio, proprio l’interno della cattedrale dedicata ai Santi Pietro e Paolo presenta alcuni altari realizzati proprio con il verde Calabria di Zangarona.

Nonostante la natura della roccia impiegata a fini ornamentali, uno dei problemi seri riscontrato in tempi moderni sull’utilizzo del verde Calabria sta proprio nella presenza delle venature biancastre e filamentose che conferisce maggiore senso estetico al marco; striature riconducibili alla presenza di amianto, che in fase di estrazione potrebbero generare particellato atmosferico.

Inoltre, la presenza di questa tipologia di roccia nella nostra regione fa ipotizzare dagli esperti del settore che il Reventino facesse parte in antichità del complesso dell’arco alpino, dal quale si è poi staccato e ha subito un processo di trascinamento testimoniato appunto dalle striature biancastre deformate, fino a raggiungere l’attuale posizione.

Felicia Villella