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Vescovo di Locri: sbagliato accostare santuario di Polsi alle mafie

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Una veduta del Santuario della Madonna della Montagna di Polsi. Si trova a 850 metri di altezza, ai piedi del Montalto (che sfiora i duemila metri), in una vallata dalle pareti alte e scoscese. Un luogo difficile da raggiungere, ma cio' non scoraggia le migliaia di fedeli che da San Luca e da altri paesini dei dintorni ogni estate si mettono in cammino a piedi per rendere omaggio alla Madonna. ''Facciamo le cariche per la Madonna''. Cosi' Domenico Oppedisano, considerato il numero 1 della 'ndrangheta, diceva ad un suo sodale in un'intercettazione riportata nell'ambito della maxi-operazione di ieri. La Madonna e' quella della Montagna di Polsi, custodita nell'omonimo santuario nel cuore dell'Aspromonte. E proprio in questo luogo sacro tanto caro agli appartenenti all''Onorata Societa'', dunque, che Oppedisano l'1 settembre scorso, nel pieno dei festeggiamenti per la Madonna, ha disegnato il nuovo organigramma della 'ndrangheta. Il Santuario si conferma cosi' ancora una volta luogo cruciale dove i boss si riuniscono, prendono decisioni, disegnano strategie. FRANCO CUFARI / ANSA / LI

Una veduta del Santuario della Madonna della Montagna di Polsi. Si trova a 850 metri di altezza, ai piedi del Montalto (che sfiora i duemila metri), in una vallata dalle pareti alte e scoscese. Un luogo difficile da raggiungere, ma cio' non scoraggia le migliaia di fedeli che da San Luca e da altri paesini dei dintorni ogni estate si mettono in cammino a piedi per rendere omaggio alla Madonna. ''Facciamo le cariche per la Madonna''. Cosi' Domenico Oppedisano, considerato il numero 1 della 'ndrangheta, diceva ad un suo sodale in un'intercettazione riportata nell'ambito della maxi-operazione di ieri. La Madonna e' quella della Montagna di Polsi, custodita nell'omonimo santuario nel cuore dell'Aspromonte. E proprio in questo luogo sacro tanto caro agli appartenenti all''Onorata Societa'', dunque, che Oppedisano l'1 settembre scorso, nel pieno dei festeggiamenti per la Madonna, ha disegnato il nuovo organigramma della 'ndrangheta. Il Santuario si conferma cosi' ancora una volta luogo cruciale dove i boss si riuniscono, prendono decisioni, disegnano strategie. FRANCO CUFARI / ANSA / LI

Omelia alla Festa della Madonna della Montagna, si azzera il recupero della vera identità

SAN LUCA (REGGIO CALABRIA). “Per me è ingeneroso continuare a collegare questo luogo di culto alla ‘ndrangheta, azzerando quanto da anni si sta facendo per recuperare la sua vera identità. Polsi è semplicemente un santuario”.

Lo ha detto il vescovo di Locri-Gerace mons. Francesco Oliva, nell’omelia per la festa della Madonna della Montagna celebrata nel Santuario di Polsi.

“E’ un Santuario – ha proseguito – da amare, da custodire, da tutelare da ogni interesse ed interferenza esterna. E’ un luogo sacro che vuole offrire ai tanti pellegrini che lo visitano momenti di silenzio, di preghiera. La società civile ha tutto l’interesse che sia questo e che ci si adoperi sempre più nell’affermare e tutelare questa identità. Quanto vorrei che Polsi divenisse simbolo del riscatto morale della nostra gente, che non accetta più di restare al di fuori delle agende politiche. Una nuova strada, più sicura, è il simbolo del riscatto di Polsi. Possiamo dire che siamo sulla buona strada ma occorre passare dalle parole ai fatti”.

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