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Vibo Valentia: nasce il movimento La Nuova Frontiera dei Liberi e Forti

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a vibo nasce il movimento dei liberi e forti-LameziaTermeit

Il movimento parteciperà alle elezioni amministrative per il governo della città

Comunicato stampa:

Il movimento La Nuova Frontiera dei Liberi e Forti è nato due anni fa e si richiama ai valori  ideali della Scuola di Dottrina sociale della Chiesa e di Luigi Sturzo, politico fondatore del popolarismo cattolico. I Liberi e Forti vibonesi non inseguono né vogliono creare un nuovo partito cattolico, poiché ritengono il Movimento lo strumento più adatto al nostro tempo che è di oggettivo superamento delle ideologie.

In buona sostanza si vuole partecipare alla costruzione di una città centrata sulla persona, protagonista dello sviluppo sociale, economico e culturale del territorio. Investire sulla famiglia, motore relazionale-valoriale della società.  Liberi e Forti sarà un riferimento d’impegno verso ideali e valori di ispirazione cristiana, con grande apertura verso le altre aggregazioni politiche e con un progetto condiviso per lo sviluppo dei territori, la progettualità e il sostegno al lavoro per le nuove generazioni.

Il Movimento intende dar vita all’elaborazione di un progetto etico-politico-sociale favorendo la formazione di tutti coloro che si impegnano a contribuire alla condivisione del bene comune. Un progetto politico costruito per incoraggiare le buone pratiche, per stimolare la creatività, per facilitare iniziative personali in un agire collettivo attraverso: l’impegno nella società civile e nelle istituzioni, il miglioramento economico, etico, materiale-estetico della società; valorizzando la centralità della persona umana, della pace e della giustizia; sostenendo la cultura dell’etica e della legalità; rafforzando la formazione  alla carità politica; valorizzando la centralità della famiglia e del suo ruolo sociale ed educativo; promuovendo principi cardine come la solidarietà, la prossimità e la sussidiarietà; inclusione sociale e lotta alla povertà.

In Calabria il Movimento ormai è presente in tutte le province, guidato da Pino Campisi che ne è il presidente regionale. Da oggi inizia il percorso anche a Vibo attraverso l’impegno di un numeroso nucleo fondativo che ha già deliberato e creato il primo direttivo provinciale di cui fanno parte Piero Barletta, Cristian Lagrotteria, Salvatore Mandaradoni, Franco Muzzopappa, Bruno La Fortuna, Mimmo Pontoriero, Piergiuseppe Maiolo. L’avv. Marcello Natale è il presidente provinciale, Mimmo Orecchio è stato designato quale componente del direttivo regionale.

Nella prima riunione lo stesso direttivo, in un confronto propositivo, si è soffermato su alcuni punti per il rilancio vocazionale del territorio, a partire da quello solidale e sociale. Nasce la prima proposta progettuale strategica per il vibonese: istituzione di tre Patti relazionali territoriali: il Patto per Vibo (comuni area centrale che ruotano intorno alla città capoluogo), il Patto della Certosa (comuni e territori montani e collinari), il Patto di Tropea (Comuni e territori costieri ).

I Patti Relazionali Territoriali  sono pensati come soggetti giuridici per creare delle Agenzie di sviluppo territoriale,  finalizzate a  generare nuove tematiche e costruire filiere per il potenziamento di reti e/o di cluster di imprese; avviare e sostenere percorsi di progettazione partecipata attraverso l’utilizzo integrato e complementare di tutti gli strumenti tecnico-finanziari; favorire processi di innovazione e di cambiamento nei sistemi di governance della PA; adottare un approccio progettuale dando vita ad  Sistema Locale Integrato valorizzando l’identità e le risorse locali e  producendo sviluppo, lavoro  e benessere per la collettività.

Particolare attenzione sarà dedicata alle problematiche della sanità, laddove vi è una crescente domanda di tutela di salute e benessere che esige innovazione dei modelli e dei processi di assistenza e prevenzione. Per i Liberi e Forti vibonesi di fondamentale importanza è la questione del divario generazionale, che deve coinvolgere il Comune in un processo strategico di impegno istituzionale e ridurre il disagio giovanile,  creando le  condizioni, assieme ad un largo partenariato provinciale e regionale, per maggiori opportunità occupazionali.