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Vicenda Tiberio Bentivoglio impone riflessione su tutela vittime del racket

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Auddino (M5S): “Questa vicenda impone, a mio avviso, una seria riflessione sulla reale tutela delle vittime del racket e delle mafie”

Comunicato Stampa

“Sono intervenuto in Aula per portare all’attenzione del Senato la vicenda dell’imprenditore Tiberio Bentivoglio e della moglie, imprenditori calabresi riconosciuti vittime di mafia. La loro attività commerciale viene svolta da 5 anni in un immobile confiscato alla mafia, ma ad oggi rischiano lo sfratto perché il Comune di Reggio Calabria ha chiesto loro gli affitti arretrati per un totale di 150 mila euro. Risolvere questa problematica è, a questo punto, doveroso” afferma il Senatore reggino del Movimento 5 Stelle Giuseppe Auddino.

“Mi auguro che il Comune di Reggio Calabria avvii presto il tavolo per trovare una soluzione definitiva – aggiunge il senatore. Per superare la difficile situazione creatasi occorrerebbe rinegoziare il canone di locazione; trovare una soluzione per i debiti pregressi e, per quanto riguarda i tributi, applicare la delibera comunale n. 17 del 2012 che stabilisce a chiare lettere la completa esenzione dai tributi locali per chi ha sporto denuncia contro il racket, che a tutt’oggi mi risulta essere inapplicata”.

“Questa vicenda impone, a mio avviso, una seria riflessione sulla reale tutela delle vittime del racket e delle mafie. Come legislatore farò la mia parte proponendo la modifica della Legge 109 del ’96 affinchè i beni confiscati possano essere assegnati in concessione a titolo gratuito, non solo alle cooperative e alle associazioni senza scopo di lucro, ma anche alle persone riconosciute vittime della criminalità organizzata” conclude Auddino.