LameziaTerme.it

Il giornale della tua città

Violenza di genere. L’associazione “Per Te” sempre vicina alle donne vittime di abusi

4 min read

In occasione dell “Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne”,  l’associazione “Per te” aveva programmato, l’inaugurazione della “Panchina Rossa”, posizionata a Lamezia Terme, nella piazzetta antistante l’Ufficio del Giudice di Pace. La panchina è stata voluta fermamente dalla stessa associazione ed autorizzata con atto deliberativo del Comune, quale simbolo di ricordo perenne delle vittime di violenza di genere.

Una nota stampa a firma del presidente dell’associazione, Francesco De Fazio, spiega che “a causa dell’emergenza sanitaria, non si è potuto dare corso all’evento previsto rinviando lo stesso a data da destinarsi. Una delegazione dell’associazione guidata dalla vicepresidente Katya Nero si è recata comunque nei pressi della panchina deponendo sulla stessa, una rosa rossa e dei gadget: per non dimenticare”.

L’associazione ribadisce la problematicità di questo triste periodo che ha messo in seria difficoltà molte donne, le quali costrette in casa con il proprio aguzzino, faticano anche ad inviare un messaggio o fare una telefonata dato che spesso, gli “esseri ignobili” che le tengono “incatenate” osservano ogni movimento delle compagne, controllando perfino il loro telefono”.

Il sodalizio riporta anche i recenti dati Istat riguardanti il fenomeno della violenza di genere. Sono triplicatigli omicidi che hanno avuto come vittima una donna, complice il lockdown: un femminicidio ogni tre giorni. L’ambito familiare è quello di maggior pericolosità. Sono state 59 le donne uccise nel primo semestre del 2020. Per molte donne la casa non è un posto sicuro, le mura domestiche si trasformano in prigione, luoghi in cui le donne maltrattate si ritrovano vittime di mariti e compagni violenti, senza intravedere via d’uscita (il 45,3% delle vittime ha paura per la propria incolumità o di morire) motivo per il quale si sottomettono fingendo, in assoluta sofferenza,  una apparente tranquillità quando sono in presenza del loro aguzzino e subendo passivamente la loro volontà per poi piangere e disperarsi  quando sono sole.

Purtroppo in questo periodo di coabitazione forzata le donne denunciano meno le violenze subite dai propri partner, i motivi della mancata denuncia sono legati:

  • alle conseguenze negative che si possono generare nel contesto familiare (21,6%),
  • alla paura generica (13,4%),
  • alla paura della reazione del violento (10,9%),
  • all’incertezza sul dopo (6,0%).

Tra le vittime, il 2,8% ha ritirato la denuncia e più di una su tre (il 40,4%) è tornata dal maltrattante. Nella maggior parte dei casi la violenza non appare un episodio sporadico ma attiene a comportamenti reiterati nel tempo: il 74,6% dichiara che la violenza dura da anni, il 18,6% afferma che dura da mesi.

Questi i numeri dei dati ufficiali, per non parlare della gravità della violenza “sommersa”.

Le catene si possono spezzare…

  • Il “Codice Rosso”, garantisce alla vittima il diritto di essere ascoltata dal Pubblico Ministero entro 3 giorni dall’iscrizione della notizia di reato. L’obbligo di urgenza non è a discrezione di chi raccoglie la denuncia. I tempi per intervenire si accorciano, mentre si allungano quelli concessi alle donne – 12 mesi al posto di 6 – per denunciare un episodio di violenza.
  • In più, con la nuova legge sono inasprite le pene previste dal codice penale per reati specifici come lo stalking, per cui la reclusione passa dall’attuale “da sei mesi a cinque anni” a “da 1 anno a 6 anni e 6 mesi”; o i maltrattamenti in famiglia, per cui la detenzione da “due a sei anni” passa a “da tre a sette anni”. Inoltre, le pene sono state aggravate anche per i casi di violenza sessuale e “revenge porn” (diffusione di foto e video a contenuto sessuale senza il consenso della vittima per vendicarsi della fine della relazione) con un’attenzione particolare alla tutela di donne disabili o in gravidanza
  • Ancora… per i femminicidi non più rito abbreviato

“Ci auguriamo – sottolinea il presidente De fazio a nome di tutta l’associazione – che presto si possa riprendere la normalità di vita per portare a termine ciò che abbiamo istituito e che siamo stati costretti a sospendere: il percorso scolastico di prevenzione e di sensibilizzazione, iniziato con la collaborazione del liceo scientifico “Galileo Galilei”. Ciò, ritenendo che la lotta contro la violenza di genere debba avere inizio dai banchi di scuola, educando i giovani  a rapportarsi all’altro sesso in modo adeguato.

Di seguito i numeri da chiamare per chiedere aiuto:
1522 Help Line violenza e stalking;  112 i Carabinieri;  113 la Polizia

Nel caso in cui non si riesca a farlo personalmente, si può chiedere a qualcuno di chiamare al proprio posto. L’associazione “Per te” è presente per tutte le donne che vivono, in particolar modo in questo momento, situazioni drammatiche all’interno delle mura domestiche continuando ad essere operativa e raggiungibile attraverso e-mail: perteassociazionelamezia@gmail.com