Libri, una Giornata mondiale tra vita e rose

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I libri come chiave di verità, oggi la Giornata mondiale patrocinata dall’Unesco

“Finché un testo sopravvive, da qualche parte sulla terra, anche in un silenzio ininterrotto, è sempre capace di risuscitare”.

Così George Stainer, critico letterario e docente presso le più prestigiose università d’Europa e degli Stati Uniti, parla dei libri: tavolette incise che hanno la capacità di esprimere il carattere infinito del racconto, della fantasia. In ultima analisi, della vita.

I libri, quegli oggetti dei quali oggi festeggiamo la giornata mondiale come evento patrocinato dall’Unesco per promuovere la lettura, la pubblicazione dei libri e la protezione della proprietà intellettuale attraverso il copyright.

I libri. Quell’ammasso di carte imbrattate e rilegate che stazionano sui nostri comodini, nelle nostre borse, sui nostri scaffali. Letti, non letti, da leggere, che non leggerete mai. Eccoli, loro. Esseri inanimati e immortali, che sopravvivono alle nostre singole esistenze, finite per quanto possano essere ricche.

Quelle pagine c’erano da prima e continueranno a esserci dopo, per altri occhi, per altre menti, per altre donne e altri uomini. Anche quando tacciono al punto da sembrare morti, come ricorda Stainer, quel silenzio da qualche parte risorge.

È questa la ragione fondamentale per la quale riteniamo, in accordo con Stainer, che i libri abbiano bisogno di noi, lettori comuni, per continuare a esser luce.

Quante esistenze si schiantano contro dei limiti? Limiti visivi, in maniera sia letterale che figurativa. L’incapacità di vedere oltre il mero dato, l’inadeguatezza innanzi alla complessità, la mancanza di quelle password in grado di consentire l’imbocco del sentiero verso la verità, celata, esposta o immaginata. Questi sono i limiti di cui parlavamo, quei muri eretti davanti ai nostri occhi. Mattone dopo mattone. Una visuale limitata è l’ostacolo più grande che l’uomo possa incontrare.

Cosa c’entrano i libri?

I libri sono i passpartout, la tessera magnetica che, strisciando tra le fessure della nostra mente, ci consente di passare attraverso il muro. È per questo che i libri fanno paura. Sono stati bruciati, messi al bando, relegati all’oblio.

Eppure non sono mai morti. Perché una volta che un libro ha iniziato a esistere, se qualcuno lo ha letto anche solo per mera curiosità, quelle parole non cessano più d’essere. D’essere acqua e nutrimento. D’essere in ogni caso verità. A prescindere.

Pertanto, in questa giornata che tra le brutture che ci affliggono si erige come una rosa di primavera (non a caso oggi festeggiamo anche loro, le rose), alzate i calici, pensate a quel che vi ha sussurrato le parole più delicate e rivelatrici della vostra vita, e festeggiate, perché nulla è più dolce del naufragar tra pagine ben scritte.

La nostra vera patria non è un angolo di terra cintato in filo spinato o difeso con il ricorso delle armi; zone come questa prima o poi scompariranno e perdurano soltanto nell’ingiustizia. Ieri, oggi, domani la nostra vera patria sarà sempre un testo” – George Stainer

Daniela Lucia

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