Sanità

OSPEDALE LAMEZIA: chiusura di Malattie Infettive e di Microbiologia e Virologia

Conoscevamo il Direttore Generale dell’ASP, dr. Peppino Perri, come tecnico capace, disponibile ed affidabile. Lo abbiamo ora scoperto con la lingua biforcuta. Ma l’amico Perri deve sapere che stima e affetto non gli risparmieranno ogni doverosa critica al suo operato, perché di esso deve rispondere non a chi lo ha nominato, bensì ai cittadini che amministra.

ospedaleE certo non è un bel vedere che stava mandando avanti il processo di chiusura di Malattie Infettive e di Microbiologia e Virologia proprio mentre rassicurava (con tante capriole linguistiche) cittadini, comitati e parlamentari sul fatto che non avrebbe chiuso il reparto di Malattie Infettive del nostro ospedale (né tutti gli altri reparti e servizi), ma che, per le scellerate scelte di Scura e prima ancora del duo Scopelliti/Talarico, gli avrebbe dovuto solo togliere il Primario, lasciandolo per il resto integro ed attivo.

Sono stati infatti emanati tutta una serie di decreti e provvedimenti (uno anche a firma dell’indimenticabile dr. Gerardo Mancuso, in qualità di Primario di Medicina Generale) che hanno disposto che dal 1° gennaio 2017 debbano cessare nel nostro ospedale i ricoveri per malattie infettive e che il reparto di Microbiologia e Virologia venga assorbito dal Laboratorio Analisi con relativa ipotesi di esuberi di personale.

Verranno così a mancare nel nostro ospedale delle prestazioni specialistiche assicurate ai massimi livelli fin dagli anni 80 e si perderanno Primari, Medici, Infermieri e Personale con qualificata specializzazione in questi due importanti settori, il tutto in un momento in cui le malattie infettive si stanno di nuovo diffondendo in Italia e nel mondo e sono sempre più necessari reparti e laboratori per diagnosticarle e curarle.

Per Lamezia la perdita, anche sotto l’aspetto economico, è rilevante. E questo accade mentre nel Policlinico Materdomini sono previsti la bellezza di due reparti di laboratorio analisi, ognuno con relativo primario, ed un reparto di microbiologia e virologia e nell’ospedale Pugliese-Ciaccio un altro reparto di laboratorio analisi e un altro reparto di microbiologia e virologia.

Non ci sono né finalità scientifiche, tecniche o epidemiologiche, né altri motivi per disporre nel territorio di Catanzaro una tanto alta concentrazione, che dilapida importanti risorse pubbliche, è solo che il commissario Scura nell’emanare i suoi decreti si lascia ispirare dal suo inconsistente fiuto o da qualche suggeritore non disinteressato. E così smantella dove non trova ispirazioni suggeritori. E a Lamezia ispirazioni o suggeritori non ne ha mai trovati.

Si tratta per Lamezia di una decisione che va in direzione della scelta di smantellamento del nostro ospedale, smantellamento che sarebbe già in fase avanzata se fosse riuscito il colpaccio di chiudere il servizio trasfusionale e che, tuttavia, procede e non si arresta. Domenica 1 gennaio 2017 una delegazione del Comitato Salviamo la Sanità del Lametino e del Tribunale del Malato si è recata nel nostro ospedale per far gli auguri di buon anno al Personale in servizio ed ai Pazienti ricoverati ed ha trovato la nostra imponente struttura con pochi reparti funzionanti e larghe aree inutilizzate, dovendo constatare la chiusura dei reparti di otorinolaringoiatria, oculistica, terapia intensiva neonatale (con drastiche ricadute sulla attività del reparto di ostetricia) e la mancata attivazione del reparto di neurologia, che pure nei decreti del commissario è previsto con Primario e dieci posti letto. In poche parole, la netta impressione di un progressivo smantellamento che si vuole mantenere sottotraccia.

Quel che dal dr. Perri ci aspetteremmo è di rivolgersi, insieme a noi, al presidente Oliverio perché non si consumi un progetto nefasto per la nostra Città e per la Regione. Il nostro Ospedale è una struttura che può e deve essere utilizzata al meglio con un progetto e con l’obiettivo di correggere decisioni del commissario Scura immotivate, ingiustificate e foriere di sprechi e di guai.

Nicolino Panedigrano e Riccardo Viola

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