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Una Donna Tutta Per Sé

Natalia Magni, la protagonista di Un Cottage Tutto Per Sé, atteso al TIP Teatro per la scorsa stagione e finalmente rappresentato all’interno di RICRII 15, è brava e super simpatica: si diploma alla scuola di recitazione del Teatro Stabile di Genova nel 1800 circa… almeno a suo dire, probabilmente per sottolineare che da lì di strada ne ha fatta.
Infatti, nel suo ricco curriculum si trovano lavori nei maggiori teatri italiani ma anche cinema e televisione, in ogni ruolo e genere (da Un Posto Al Sole fino al musical).

Autrice di testi teatrali, ha vissuto per anni negli Stati Uniti dove si è perfezionata e ha poi continuato a lavorare venendo anche candidata come miglior attrice al MethoFest di Los Angeles.

E se in Giulia Non Esce La Sera di Giuseppe Piccioni aveva un ruolo secondario, la ritroviamo nel ruolo dell’editrice Lena Franchi nella soap di RaiTre Un Posto Al Sole: e oggi ancora in giro per l’Italia con l’Orsetta di Un Cottage Tutto Per Sé.

Lo spettacolo, finalista alla I° edizione del Premio Teatrale Laura Casadonte (con un titolo ispirato da Una Stanza Tutta per Sé di Virginia Woolf) è un monologo, un concetto, una carrellata di sorrisi, sguardi, sospiri, domande e risposte: esiste un dialogo, ma è sospeso nelle parole della protagonista, immaginato nelle sue parole, mentre i personaggi restano nell’immaginazione dello spettatore come anche il tempo e lo spazio dati da una scenografia minimal ed intelligente, coloratissima e “super petalosa” come lei stessa sottolinea.

Orsetta è una signorina in cerca di marito -o forse no…-, ama il suo corpo -o forse no- ma è una futura quarantenne che incontra uno psicologo all’Asl, parla con la madre ossessionante e poi con l’amica e socia in affari. C’è posto anche per l’ex con i figli, il bebè e i germogli di soia, e una cosa è certa: tutti sembrano migliori di lei, e più felici.

L’unica a capirla è la zia Emma: ma è morta, ed ecco che ci ritroviamo tutti al suo funerale dove viene letta la preghiera di Tommaso Moro, “Dio donami una buona digestione… e anche qualcosa da digerire”.

Una Donna Tutta Per Sé

Eppure quando arriva il momento dell’amore e dell’anello qualcosa la sorprende, ed è proprio in questo momento che l’ironia e la malinconia diventano sconforto e pianto. Ma è un pianto che dura davvero poco, perché adesso Orsetta ha quel cottage tutto per sé da gestire.

E se sopra si parlava di come Natalia avesse attraversato, nella sua carriera, anche i musical, ecco che mette a frutto l’esperienza (e le sue doti vocali non indifferenti) con gli insert canori: una filastrocca mutuata dalla produzione Disney per il cinema spunta fuori fra un sorriso e un pianto, si insinua nelle memorie d’infanzia di tutti gli spettatori e diventa un tunnel per entrare in un magico passato.

Si arriva alla fine dello spettacolo incerti se con ironia, dolcezza o malinconia, ma con una sola certezza: la bravura dell’attrice e la simpatia del personaggio, per un viaggio nei sentimenti e nell’essere donna oggi (ma con l’autoironia necessaria, sottolinea Natalia) che non stanca anche se a qualche passaggio avrebbe giovato un timing inferiore.

Valentina Arichetta

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