Politica

USB Catanzaro denuncia condizioni di lavoro vergognose della Vigilanza

Continua la battaglia della Federazione Provinciale USB (Unione Sindacale di Base) di Catanzaro relativa alle condizioni di lavoro della Vigilanza.

La denuncia riguarda lo sfruttamento di personale costretto a lavorare tutti i giorni in servizi notturni e diurni e nei festivi, ma soprattutto seguendo pesanti turnazioni che metterebbero a rischio la sua incolumità. I lavoratori impegnati nella sicurezza delle attività commerciali e produttive, nonché in quella dei cittadini calabresi, si troverebbero, dunque, in una cosiddetta “zona grigia”: invece di essere premiati e tutelati, vivono con la realtà di stipendi ritardati e frazionati nel tempo.

Secondo quanto dichiarato dalla USB, questa situazione avviene con sistematicità soprattutto ai suoi iscritti poiché “sindacato non gradito alla società” che “si è permesso il lusso di chiedere addirittura (udite, udite!) il rispetto dei diritti dei lavoratori, il rispetto ad avere uno stipendio per il lavoro prestato, ad essere pagati regolarmente, ad aver riconosciuto il TFR maturato e non concesso come elemosina a 100 euro al mese”.

Conseguenza di questi ritardi nei pagamenti degli stipendi è troppo spesso l’insolvenza economica dei lavoratori che si sono visti prelevare dalle banche la propria abitazione, o ancora il loro indebitamento per poter far fronte alle esigenze familiari continuando a sopportare la situazione per non correre il rischio di perdere il lavoro.

Obiettivo del sindacato è di dare sempre più visibilità a questo fenomeno che diventa ogni giorno più grave e di rivolgersi a tutti i cittadini e alle istituzioni calabresi affinché prendano atto di ciò che avviene dietro le quinte del settore della sicurezza. Tutto ciò è stato denunciato, oltre all’ufficio del governo territoriale, la Prefettura, anche all’ispettorato del lavoro in attesa di una risoluzione che “permetta a questi lavoratori di essere trattati come tali, da LAVORATORI appunto, con la loro dignità ed il rispetto dovuto”. La USB fa un appello a chi si trova in questa situazione “a tutti chiediamo di non nascondersi più, ma di uscire allo scoperto nel denunciare questi soprusi rivolgendosi alla USB unica O.S. non complice delle scelte padronali. Noi, come organizzazione dei lavoratori, a fianco di essi NON permetteremo più tali situazioni”.

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