Eventi&Cultura

Bukowski Tales: Due giorni di incontri nel ricordo di Charles Bukowski

È giunta a conclusione la due giorni dedicata a Charles Bukowski in occasione dei ventitré anni dalla scomparsa dello scrittore e poeta statunitense.

Quelli proposti dall’Associazione Culturale Open Space, in collaborazione con il Sistema Bibliotecario Lametino e la Libreria Tavella, sono stati una serie di appuntamenti incentrati sulla figura di Bukowski attraverso letture, incontri con le scuole, dibattiti e proiezioni che hanno svelato tutte le maschere dell’uomo che ha raccontato la parte più oscura di quel tanto reclamizzato sogno americano, un ideale destinato a creare ampie fasce di emarginati, di persone senza fissa dimora, di uomini, relitti della società, destinati a campare di espedienti. Gli incontri, alla costante presenza di Simona Viciani, traduttrice italiana ufficiale di Charles Bukowski, sono stati voluti per raccontare lo scrittore al di fuori della sua nota vita sopra le righe; di fatti sarebbe sbagliato pensare a un Bukowski soltanto per la sua vita dissoluta, considerate le migliaia di poesie scritte e gli oltre sessanta libri tradotti in tutto il mondo.

La due giorni si è aperta giovedì mattina a Palazzo Nicotera-Severisio con un’installazione artistica collettiva inaugurata poco prima l’incontro destinato agli studenti delle scuole lametine, che ha avuto luogo nell’auditorium dell’IPSSAR “Luigi Einaudi”. Nel pomeriggio, alla Libreria Tavella, si è svolta la presentazione ufficiale del nuovo libro postumo dello scrittore statunitense “Il ritorno del vecchio sporcaccione”, edito da Feltrinelli, con un ampio spazio dedicato alle letture di alcuni dei brani più intensi e provocanti dell’opera.
Simona Viciani ha voluto far conoscere l’animo più poetico, e spesso dimenticato, dello scrittore morto a San Pedro nel 1994; un aspetto che fino a qualche anno fa l’Italia non conosceva in favore della sola maschera, sicuramente più incisiva in termini commerciali, del Charles Bukowski sudicione e lussurioso. Analizzato durante gli incontri il suggestivo epitaffio tombale dell’autore: “Don’t try”. L’eloquente asserzione, ha spiegato la traduttrice, non va intesa come un approccio remissivo alla vita, bensì un monito a inseguire i propri sogni a dispetto delle avversità e dei muri alzati dalla società.

Venerdì mattina la carovana bukowskiana ha fatto tappa a Pianopoli, presso la Biblioteca Comunale, per un reading collettivo, prima di ritornare nel pomeriggio a Palazzo Nicotera-Severisio per la proiezione di “Barfly”, film basato sulla sceneggiatura scritta dallo stesso Bukowski. Il lungometraggio diretto da Barbet Schroeder, proiettato in lingua originale con sottotitoli, è stato promosso dall’associazione culturale UNA che ha curato, insieme al Sistema Bibliotecario Lametino e a Simona Viciani, l’introduzione e il cineforum successivo alla visione filmica. L’epilogo della due giorni si è tenuto al Caffè Qmè che ha ospitato una serie di reading ed esibizioni teatrali svolti al buio con l’intento di far emergere ancor maggiormente la poesia di Charles Bukowski, lo scrittore, sempre restio a ogni sorta di etichetta e conformismo, universalmente riconosciuto come uno dei migliori interpreti della parola del XX secolo.

Antonio Pagliuso

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