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La differenza fra Giancarlo Paola e i Volo, al Caffe’ Letterario

Il successo è una questione di incontri. Ed i Volo incontrarono bene. Tutto qui. La bravura poi sarebbe espressione di personalità che i Volo non hanno, per ora.

Parere mio, dopo averli ascoltati in un filmato a Sanremo, vittoriosi. Interrogato Giancarlo, sui Volo, mi disse, educatamente, che loro hanno dei bei timbri vocali e che su questo registro musicale fanno pop.

Io invece posso dire che hanno intercettato la macchina che tutto macina e sono stati creati per dare un prodotto confezionato a discapito di ogni individualità. Così come succede per libri, film, arte, nel terribile mondo omologato e conformato.

Tutta un’altra storia ascoltare stasera Melodie e Racconti.

Romanze, Arie d’opera e canzoni dell’ottocento insieme a poesie di autori calabresi al caffè letterario del Bar del Popolo in via Eroi di Sapri a Lamezia Terme.

Il Bar del popolo dal 1960, quindi storico, aveva saletta, ex sala da gioco riconvertita da un anno al piacere delle arti con progetto europeo di riqualificazione dei centri storici, offre lo spazio, gratuito, per lettura di libri, ascolto di musica, come succede nelle città vere. Fra gli ospiti in questo anno Pasquale Guaglianone, giornalista, corrispondente da Buenos Aires di Rai Italia, la rete internazionale della Televisione Italiana.

Intanto che prendo appunti Giancarlo prende la chitarra e inizia con negli occhi la luce della passione.

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Da un mio post precedente prendo queste annotazioni “Giovanissimo, Giancarlo è tenore,   conseguito diploma in canto nel 2013.

Modi garbati, e misurati, insieme fanciullo, perché felice.
Felice di stare a suonare e cantare e recitare per noi “La donna è mobile” ” A Spuntunera” ” Mattinata” ” Libiamo ne’ lieti calici” il  brindisi in tempo di valzer del primo atto della Traviata di Giuseppe Verdi.

Giancarlo non è solo un bravo tenore, ma anche un fine dicitore, ha letto con voce pulita e con partecipazione, a volte ironica, a volte incuriosita, i racconti di Saverio Strati, ”Gianni e la zappa”,” Il Prete e la pioggia”, “ Il contadino e le fate” racconti scelti da lui, per dirci che nessuno deve scordare le sue origini, nessuno si mette d’accordo per un benessere generale e nessuno è felice se non si accontenta e non smette di chiedere.”

Domando come mai abbia ripreso il primo verso di un canto popolare e lo abbia ripetuto alla fine, come sempre faccio anche io nei miei post, e lui mi risponde che gli piace chiudere un cerchio, ritornando sulla strofa con sua personalissima aggiunta.

Questa io credo sia la differenza fra chi è un prodotto e chi aggiunge sempre qualcosa di sé stesso. Per il successo poi aspettiamo la Clerici!

Ippolita Luzzo

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