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La giornata della memoria… non solo celebrazione!

La lucida riflessione  di Ippolita Luzzo sulla giornata della memoria che, con amara  consapevolezza, definisce “corta” mi ha profondamente colpito per il preoccupato allarme rispetto al modello di sviluppo che ha portato al depauperamento dei diritti e al consolidamento dei privilegi,

Giornata-memoriatutelati da quelle leggi che, come dice Ippolita, montano sempre la nostra impotenza, come l’attuale smarcamento di alcuni Stati occidentali  dai vincoli contenuti nel trattato di Shengen che lascerà quasi certamente una corsia privilegiata al movimento delle merci e negherà la circolazione delle persone  che scappano dalle guerre e dalla fame.

Allora, che fare?  Commemorare è un obbligo civile verso le vittime dell’Olocausto; è un impegno culturale e civile verso le giovani generazioni che devono sapere  se l’ideologia e il sistema da cui scaturì Auschwitz rimangono intatti, onde impedire che tragedie simili possano ripetersi; è una responsabilità etica di riconoscimento  dell’unicità dello sterminio nazista pechè non sia catalogato solo come “un altro massacro”.

Stamani a scuola ho proiettato ai miei alunni il film ” Il bambino col pigiama a righe” e la cosa che ho registrato alla fine è stata la commozione di fronte all’odio razziale che non risparmia neppure i bambini. Ma l’emozione una tantum non basta, se vogliamo che si sedimenti in loro la cultura della democrazia, che è rispetto dell’altro che vive con te o che incontri per strada.

Walt Whitman (Foglie d’erba) così sintetizza tale pensiero: “… Credo in te, amico mio, l’altro che io sono non deve umiliarsi di fronte a te e tu non devi umiliarti di fronte a lui” . Bisogna, e credo che si possa essere d’accordo, affrontare quotidianamente, a scuola e in famiglia, il tema dei diritti dell’uomo che sovente variano: per censo o per il colore della pelle; se sei figlio di qualcuno o figlio di nessuno; se ti godi il mare da una nave da crociera o se lo attraversi aggrappato ad una zattera.

L’ultima cosa da fare è cedere al silenzio, i cui riferimenti sono la notte e la morte e noi abbiamo ancora tanto da dire per affermare il ruolo della parola e del diritto di tutti ad esistere.

Fiore ISABELLA

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