L’esistenza epica di Ulisse rivive al teatro “Grandinetti”

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«Da quanto tempo sto viaggiando? I giorni non riesco più a contare!». Comincia con questo sfogo lo spettacolo “L’Ulisse, il mio nome è nessuno”, opera di Valerio Massimo Manfredi con adattamento e drammaturgia di Francesco Niccolini, andato in scena al teatro “Grandinetti” di Lamezia Terme.
Sulla spiaggia della sua Itaca, alla conclusione del travagliato viaggio di ritorno a casa dopo la decade trascorsa a Troia a causa della guerra, si ritrova un Ulisse sfatto dai vent’anni lontano dalla sua terra e dai suoi affetti, il signore di Itaca, un re senza più regno e senza più sudditi.

Accompagnato attivamente da un’orchestra di sassofonisti e percussionisti (la Sax in Progress del Conservatorio Perosi di Campobasso), Ulisse, eccellentemente impersonato da Sebastiano Lo Monaco, interprete in moltissimi drammi e commedie quali, per citarne solo un paio dei più celebri, l’Otello e il Cyrano de Bergerac, ripercorre con la mente, e fa vivere a tutti gli astanti, tutte le atroci peripezie, successive alla conoscenza di Elena e di Penelope, su cui ha dovuto passar sopra prima di riapprodare alla terra natia.
Una storia lunga venti anni: dallo scoppio della funesta guerra di Troia con i suoi cinquantamila guerrieri Achei impegnati e caduti, il duello tra Menelao e Paride, la morte di Patroclo, di Ettore, principe dei Troiani, quella di Achille. Il più celebre eroe della mitologia greca, narra tutto di un fiato, senza interruzioni, le sue intense vicende fino allo stratagemma del cavallo di Troia, la macchina di legno spacciata come omaggio acheo a Poseidone, utilizzata per sfondare le mura della città e mettere la parola fine alla sanguinosa e decennale guerra. Aiutato da Athena, la dea della sapienza, Odisseo farà ritorno a Itaca, dopo aver affrontato le altre decine di peripezie lungo il viaggio raccontato nell’omerica “Odissea”, e, battendo nell’ennesima battaglia i principi Proci che insidiano il talamo della sua Penelope, riuscirà a riabbracciare la sua amata mantenendo la promessa enunciata venti anni prima.

Scrosci di applausi al termine del dramma. Il prossimo appuntamento con la stagione teatrale di AMA Calabria sarà giovedì 30 marzo con lo spettacolo “4 donne e una canaglia” di Pierre Chesnot.

Antonio Pagliuso

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