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Dall’Africa all’Italia solidarietà all’intellettuale lametino Francesco Polopoli, colpito da brutto male

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Francesco Polopoli

Francesco Polopoli

Il giovane calabrese è un intellettuale di spicco nel panorama internazionale

Francesco Polopoli
Francesco Polopoli

«In questo momento una corda umana in Ruanda mi sta sostenendo con la preghiera. Sono migliaia di visualizzazioni di affetto e solidarietà che si traducono in  una restituzione di amore di grande significato che parte dal cuore dell’Africa. La malattia è un calice amaro ma anche un banchetto d’amore. La leucemia ha anche questo volto: una facies d’amore».

Sono le parole accorate pronunciate dal docente, studioso e scrittore lametino Francesco Polopoli, da Reggio Calabria dove è stato ricoverato, fermato dalla leucemia mentre stava per partire per relazionare alla Cattolica di Milano.

Il giovane calabrese, intellettuale di spicco nel panorama internazionale,  è noto per i suoi studi filologici ed è stato nominato componente del Centro che, dal 1982, si occupa dello studio e della divulgazione della vita e delle opere di Gioacchino da Fiore, collaborando con enti autorevoli quali la Deutsche Forschunsgemeinschaft, l’istituto storico italiano per il Medioevo, i Monumenti Germaniae Historica, l’istituto interdisciplinare di Studi sull’America Latina dell’Univeresità di Tolosa, l’Università della Calabria, l’Accademia dei Lincei e la Berlin-Brandenburgische Akademie der Wissenchaffen.

Attualmente è docente di greco e latino al Liceo Classico di San Giovanni in Fiore. Aveva appena 15 anni quando perse il padre in un incidente stradale segnando profondamente la sua esistenza: d’allora si è buttato a capofitto negli studi classici ed ha conseguito anche una seconda laurea in Teologia.

«Non voglio sentirmi prigioniero della mia malattia» dichiara Francesco Polopoli dal suo letto di sofferenza, dove lotta contro il brutto male che lo ha colpito con grande fede e forza d’animo e che certamente attinge dalla devozione per San Francesco d’Assisi e al suo stile di vita improntato alla solidarietà e al bene verso il prossimo.

«In tutti i settori in cui ho operato, ho promosso la vita come educazione alla formazione in linea con la carità sociale –  afferma – che sviluppa le potenzialità dell’essere e del buon esserci nel mondo». Da parecchi anni si dedica alla solidarietà «vivendo in silenzio di voto per questa sua attività» che trova piena concretezza (da 8 anni) nell’adesione «all’associazione di Italia Solidale, un’associazione – chiarisce – fondata da padre Angelo Benolli con il fine di curare l’educazione dei più piccoli nel Centro Africa in un contesto di riqualificazione di lavoro nei villaggi. Proprio in questi giorni dall’Africa – aggiunge –  mi hanno inviato un bellissimo video».

Italia Solidale, composta da fedeli laici, attraverso tre distinte forme di volontariato (volontari di Italia Solidale, volontari e missionari del sud del mondo, volontari donatori a distanza) opera in Italia e nel sud del mondo da circa 50 anni.  Vita dignitosa, retta, impeccabile quella di Francesco Polopoli da membro della cultura e dell’istruzione della provincia di Bergamo, da convegnista internazionale, da commissario del “Certamen ovidianum”  in occasione del bimillenario della morte di Ovidio, da autore di pubblicazioni disponibili alla consultazione in Opac Nazionale, da Membro del Centro Internazionale di Studi gioachimiti, sempre nella convinzione che «il progresso non è slegabile dalle radici perché  le radici sono essenziali come i sentimenti più profondi».

Finora Francesco Polopoli ha inseguito tacitamente la sua alta aspirazione di vita identificabile soprattutto nella solidarietà ed espressa come volontario di Italia Solidale, impegnato in un cammino di vita e missione per tentare di risolvere in Cristo tutti i condizionamenti derivanti dalla mancanza di amore e volti a colpire le nostre forze costitutive, sacre e naturali, ostacolandone il rapporto rispettoso con Dio che le ha create e che è sempre presente.

Partendo dal profondo dell’inconscio, Francesco Polopoli, insieme a 2000 persone facenti parte dell’associazione, si è concentrato in un lavoro creativo e di servizio per aiutare le persone a ritrovare l’espressione piena della propria identità personale e relazionale nell’amore.

Francesco Polopoli

LINA LATELLI NUCIFERO