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Assemblea generale Cgil Calabria: Landini e Gratteri discutono di lavoro e legalità

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Lamezia. Assemblea generale Cgil Calabria: ad aprire i lavori il segretario nazionale della Cgil Maurizio Landini e il procuratore di Catanzaro Nicola Gratteri.

Nell’incontro dal titolo “Il Lavoro Parte Civile” i due ospiti hanno affrontato i temi del lavoro e della legalità,  si è parlato di come impedire alla criminalità organizzata di toccare e manipolare i fondi europei in arrivo e sia Gratteri che Landini hanno parlato dell’importanza di creare e avere lavoro pulito per ostacolare sul nascere affiliazioni mafiose. Gratteri ha posto l’accento su come la Calabria piano piano stia cambiando, e su come anche nei piccoli paesini con importanti infiltrazioni mafiose la gente si stia avvicinando alla legalità, inoltre ha evidenziato come nelle persone che riceve giornalmente nei suoi uffici non ci siano solo denunce di ‘ndrangheta ma anche sfruttamento e maltrattamenti sul posto di lavoro.

Landini ha rivendicato il forte coinvolgimento che il sindacato sta chiedendo al governo sui temi del lavoro e sul recovery fund, e ha inoltre fatto notare come la criminalità organizzata sia in tutto il paese. Ha evidenziato come sindacati e associazioni debbano essere una garanzia democratica e debbano vigilare sui fondi europei in arrivo. Nel corso della discussione si è affrontato il discorso della riforma della giustizia e Gratteri ha espresso le sue perplessità, già evidenziate in commissione Giustizia alla Camera, parlando anche di come chi rischi l’ergastolo non ha paura di qualche anno in più ma di come invece alla criminalità organizzata facciano più paura interdittive e chiusura delle aziende prestanome.

Landini ha poi parlato di come secondo l’Istat più di 5 milioni di persone siano assunte e lavorino ma guadagnino meno di 10 mila euro annui ed ha quindi evidenziato come si può essere poveri anche lavorando ed è per questo che va affrontato questo sistema di sviluppo sbagliato. La Cgil ma in generale i sindacati non hanno intenzione di stare alla finestra e guardare questa stagione di riforme senza far nulla. Se sarà necessario si aprirà la strada della mobilitazione.

“Io parlo male della Calabria perchè la amo in modo viscerale” è cosi che il procuratore Gratteri ha risposto ad una domanda su ‘quale speranza debbano avere i giovani calabresi di trovare un lavoro onesto e pulito’. Il magistrato ha ribadito come sia fondamentale studiare non per la sufficienza, ma su come serva studiare sempre, già da bambini, per avere una preparazione necessaria per non essere costretti poi ad accettare il lavoro offerto dal malaffare, che non sarà mai veramente libero. Solo studiando si capisce il mondo della competizione e della cattiveria e solo in quel modo capisci e comprendi il mondo reale. Esistono le raccomandazioni ma anche i figli di nessuno possono fare strada.

Rispondendo al quesito su come viene vista da fuori la Calabria, il segretario Landini ha risposto che è evidente come vivere in Calabria o in Emilia non sia uguale, e di come sia fondamentale richiedere interventi strutturali seri. Risolvere questi problemi non significa solo risolvere i problemi della Calabria, ma risolvere i problemi di un paese intero. Non è più sufficiente chiedere salario alto e orario migliore, ma uno dei temi fondamentali è che il sindacato intervenga sul come vengano realizzati i processi industriali e serve per cambiare il modo di fare impresa e in questo occorre anche un intervento del governo. Non si esce dalla pandemia pensando di tornare come prima perché il prima era sbagliato e va cambiato. Dovrei avere diritto come lavoratore a delle ore riguardanti la mia formazione il mio studio, e questo vorrebbe dire anche che un’impresa può aumentare la sua competitività con lavoratori aggiornati e che studiano: è un valore aggiunto per tutto il tessuto industriale. Un processo di cambiamento così ha bisogno di un coinvolgimento serio del pubblico, perché il mercato non lo può e non lo vorrà fare. Non si può annunciare che aumentino i contratti se poi sono tutti contratti non stabili. Il governo e le imprese devono accogliere questa sfida e se non lo faranno, il sindacato dovrà occuparsi di mobilitare e di parlare ai lavoratori.

Gratteri ha poi espresso il suo pensiero seguendo quello di Landini, su come sia importante ridare centralità al Paese intero per risolvere i problemi della Calabria, perchè i problemi vanno risolti sul piano nazionale e internazionale. I problemi non sono impossibili da risolvere, se guardiamo la Calabria rispetto a 10/20 anni fa la regione non è all’anno zero ma anzi sta recuperando, su un ottimo livello. Il procuratore ha poi lanciato una provocazione, parlando di come si possa creare un università del turismo a Lamezia per spiegare come si possa fare politica e promozione turistica 12 mesi l’anno, senza il bisogno di vivere 12 mesi con due mesi di guadagno. A moderare il dibattito la giornalista Rai Emanuela Gemelli.

Dario Rocca