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Assemblea regionale del Pd, Magorno: ‘Subito il congresso e il nuovo segretario’

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LAMEZIA. Cataclisma 4 marzo. Così è stata definita la sconfitta elettorale che il partito Democratico calabrese ha subito alle ultime politiche.

assemblea regionale pdUn coro unanime che si è levato questo pomeriggio in un hotel di Sant’Eufemia, nel corso dell’assemblea regionale del partito introdotta da Giovanni Puccio (responsabile organizzativo) e Peppino Vallone (ex sindaco di Crotone).
In una sala affollatissima, alla presenza di militanti e candidati alle ultime elezioni tra cui anche i neoletti deputati Antonio Viscomi ed Enza Bruno Bossio, è risuonato un sonoro ‘mea culpa’ per una disfatta che continua a bruciare e che è sempre più difficile da mandare giù.

A tenere la relazione introduttiva il segretario uscente Ernesto Magorno, eletto senatore nell’ultima tornata elettorale. Per il segretario che ha finito il mandato il 23 febbraio scorso, la prima priorità per il partito deve essere il congresso che dovrà celebrarsi non oltre giugno; inoltre è altrettanto urgente che venga eletto il nuovo segretario. Magorno ha esortato i militanti del partito a non far degenerare la situazione in modo da determinare il commissariamento del partito.

“Quattro anni fa – ha commentato – ho ereditato un partito commissariato dove ho trovato danni peggiori dello scoppio della bomba di Hiroshima”.

Il senatore si è preso le colpe della sconfitta subita ma non ha risparmiato strali a chi, in questi quattro anni, non ha fatto altro che criticarlo e attaccarlo. “Io mi prendo le mie responsabilità – ha sottolineato – ma ognuno deve prendersi la sua. Ho guidato un partito diviso e litigioso dove ci si sente nemici, dove c’è chi è pronto ad armarsi contro l’altro”. Magorno non si è pentito di aver sostenuto Renzi e ha confermato il suo giudizio positivo nei confronti del governatore Oliverio.

“Chi attacca Renzi – ha affermato – vuole distruggere tutto il partito. La giunta regionale deve cambiare passo tenendo conto dello sconvolgimento epocale avvenuto al Sud per effetto delle ultime elezioni”. Magorno ha concluso invitando tutti a ripartire dai territori, ascoltando la gente, ricostruendo un partito che deve essere unito per riconquistare la fiducia della gente”.

Sull’operato dell’amministrazione regionale guidata da Mario Oliverio, Magorno ha confermato il suo giudizi positivo. “Tuttavia – ha commentato – dopo il cataclisma delle politiche occorre un radicale cambio di passo. C’è bisogno di stravolgere le azioni di governo, visto alla luce del risultato elettorale registrato in tutto il Meridione.

Se Oliverio si ricandida è un atto di grande responsabilità”. Concludendo il suo intervento, l’ex segretario ha invitato militanti, ex candidati e semplici simpatizzanti del partito “a ripartire ascoltando i calabresi, a ricostruire il partito all’insegna dell’unità per riconquistare la fiducia dei cittadini.

Restituisco un Pd in grado di eleggere il nuovo segretario”. L’assemblea regionale è stata introdotta da Giovanni Puccio, responsabile organizzativo, e da Peppino Vallone ex sindaco di Crotone. Entrambi hanno riconosciuto l’amara sconfitta subita, un risultato che è dovuto allo scollamento del partito dalle istanze e dalle esigenze dei territori.

“La disfatta – hanno ribadito i due esponenti del Pd – non è da attribuire alle altre forze che hanno cavalcato la protesta. In realtà, abbiamo perso il contatto con i nostri elettori. Noi parliamo solo di noi, tra di noi, dando esempio di una classe politica litigiosa, lontana dalla gente. La riflessione deve essere seria, il momento delicato non va sottovalutato”.

Redazione