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Ben Hur, la commedia sull’immigrazione in scena al Teatro Grandinetti

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Ben Hur, la commedia sull’immigrazione in scena al Teatro Grandinetti

Lo scottante tema dell’immigrazione ha dominato la commedia “Ben Hur” portata in scena al Teatro Comunale Grandinetti dalla compagnia “La Spoleta” e inquadrata nella rassegna teatrale “Vacantiandu” con la direzione artistica di Diego Ruiz e Nico Morelli e quella amministrativa di Walter Vasta

La pièce di Gianni Clementi e per la regia di Daniele Marchesini, valutata alla fine da una giuria qualificata, partecipa alla quinta edizione del Gran Premio Amatoriale Italiano per la prima volta in Calabria con 14 compagnie amatoriali selezionate tra tutte le regioni italiane iscritte alla Federazione Italiana Teatro Amatoriale (Fita), i cui spettacoli hanno ottenuto il Premio Fita regionale come “ Miglior spettacolo”.

La cerimonia di premiazione si svolgerà il 29 marzo sempre al Teatro Comunale Grandinetti. Dopo la Campania, la Sicilia ed il Piemonte, il Veneto risulta la quarta regione salita sul palco del Grandinetti, allestito in modo molto sobrio, con la divertente ma amara commedia “Ben Hur”.

I tre protagonisti della commedia Daniela Felzani, Daniele Marchesini e Nicola Marconi hanno raccontato, quasi interamente in dialetto veneto compreso dal pubblico, una storia di povertà e miseria che vivono tuttora molte periferie delle città italiane in cui gli immigrati sono sfruttati come schiavi senza possibilità di riscattare e migliorare le loro pessime condizioni di vita.

Lo spettacolo, costruito con estrema delicatezza e realismo, fotografa, quindi, uno spaccato dell’Italia impoverita e incattivita dallo spietato meccanismo economico che provoca ripugnanti situazioni nelle quali l’italiano non è più l’immigrato sfruttato e schiavo ma il padrone sfruttatore di altri immigrati.

Nella commedia “Ben Hur” lo sfruttamento è perpetrato da Sergio che si accanisce nei confronti di un immigrato bielorusso considerato una vera occasione che la fortuna gli offre per poter rivitalizzare la sua disastrosa condizione economica. Sergio è uno squattrinato di mezza età, ex stunman di successo.

Infortunato e in attesa di risarcimento, è costretto ad arrangiarsi per sopravvivere travestendosi da centurione e facendosi fotografare al Colosseo con i turisti cercando di contrastare una spietata concorrenza. Insieme a lui vive la sorella Maria, una donna depressa e senza quattrini, che lavora in casa in una chat line erotica conducendo una vita destinata ad una lenta ed inesorabile deriva specie dopo la perdita del suo lavoro.

All’improvviso irrompe nella vita dei due fratelli in crisi il bielorusso Milam, laureato in ingegneria, che si rivela un brillante imprenditore e tuttofare capace di guadagnare abbastanza soldi da mandare alla famiglia e nel contempo diventa una fonte di lauti guadagni per la coppia che l’ha accolto in casa. Dopo qualche mese gli affari cominciano a dare i loro frutti ma un intralcio sentimentale blocca tutto: Maria, che si era innamorata di Milan e da lui ingannata, scopre che l’immigrato è sposato con quattro figli e, per vendicarsi, decide di denunciarlo alla polizia come clandestino.

Dopo qualche giorno Milan si infortuna gravemente a causa di un incidente , provocato dall’arrivo improvviso della polizia , mentre stava portando su una biga, da lui stesso costruita, un turista spagnolo. Nonostante le ferite riportate, Milan riesce a tornare a casa anche se con difficoltà, ma i due fratelli lo abbandonano a se stesso rifiutandosi di portarlo in ospedale per evitare serie conseguenze. Sergio, in particolare, teme di ritornare in carcere.

Milan viene lasciato al suo inesorabile destino mentre Sergio si dispera mosso non da sentimenti umani ma soltando dalla consapevolezza di aver perso la sua fortuna ostentando la sua completa indifferenza verso il diverso, il miserabile, l’immigrato.

Lina Latelli Nucifero