Camminata sulle orme di Gioacchino da Fiore

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Camminata sulle orme di Gioacchino da Fiore

Dicono che «il turista percorra i paesaggi della cultura umana, l’esploratore insegua orizzonti inesplorati, mentre il pellegrino cerchi la via verso l’anima» (Fabrizio Caramagna)

Il Cammino di Gioacchino, giunto alla seconda edizione, si prefigge tutto questo in un itinerario spirituale, che del tour fa un istrumentum di un fine più alto: la meta è la montagna delle Beatitudini, direzione San Giovanni in Fiore, per intenderci; il cuore pulsante è anche quello lametino, come spiega in una nota il professor Francesco Polopoli, socio de Il cammino di Gioacchino e Membro del Centro Internazionale di Studi gioachimita: proprio a Nicastro, in una delle residenze sveve del nostro Sud, continua Polopoli, avvenne lo storico incontro tra l’abate silano ed Enrico VI.

La partenza, programmata per giorno 21 settembre, prevede il tratto di strada che va da dall’agriturismo Torre Garga fino all’abbazia florense di San Giovanni in Fiore, ove è in corso il IX Congresso internazionale di Studi gioachimiti, magistralmente moderato dal presidente Riccardo Succurro, su temi cui stanno intervenendo esimie personalità di caratura internazionale.

Un viaggio alla ricerca di se stessi, e che lascerà un segno nell’anima per tutti coloro che parteciperanno, anche alla luce di una memoria che, da quel Fiore all’occhiello per la nostra Calabria, è diventata sempre più capillare in tante altre aree meridiane, Lamezia compresa. In futuro, si programmeranno altre iniziative per rinsaldare l’idea di in una tradizione, che si muove persino a piedi, da ginnasti dello Spirito.

C’è da dire, a questo punto, che il pellegrino 2.0, oggi, dispone di molti comfort e tecnologie che rendono il suo cammino indubbiamente più comodo e confortevole rispetto a quello del Medioevo.

Immancabile nel bagaglio, ad esempio, è lo smartphone per essere sempre connessi con il mondo e documentare quelle fatiche, poi immortalate sul profilo Facebook o Instagram.

Ci sta pure questo, perché no, mantenendo lineare il filo del rispetto: un piccolo selfie nel Liber Figurarum della propria esperienza gioachimita.

Quindi, sursum corda, a passo con i tempi, quella della nostra Storia, e a pedibus calcantibus, che non fa mai male!

Redazione

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