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Ciao Franco, ciao Battiato. Il maestro è andato via.

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Il maestro era già andato via, sembra sul finire del 2017. E oggi ha lasciato quel corpo che galleggiava nell’oblio da allora. Nella sua produzione filosofica e musicale, posta “tra cielo e terra” la “morte non esiste” ha detto, ma esiste questo enorme patrimonio di vibrazioni e universi che mi ha lasciato.

“Ho già scordato la mia dimensione e forze sconosciute mi strappano da me” (Fenomelogia, 1972).

Perché le gioie del più profondo affetto
O dei più lievi aneliti del cuore
Sono solo l’ombra della luce

Ricordami come sono infelice
Lontano dalle tue leggi
Come non sprecare il tempo che mi rimane
E non abbandonarmi mai
Non mi abbandonare mai (l’ombra della luce, 1991)

Lascio agli eredi l’imparzialità,
La volontà di crescere e capire,
Uno sguardo feroce e indulgente,
Per non offendere inutilmente.

Lascio i miei esercizi sulla respirazione,
Cristo nei Vangeli parla di reincarnazione.

Lascio agli amici gli anni felici,
Delle più audaci riflessioni,
La libertà reciproca di non avere legami

E mi piaceva tutto della mia vita mortale,
Anche l’odore che davano gli asparagi all’urina

We never died,
We were never borne! (testamento, 2004)

Mi farò strada tra cento miliardi di stelle
La mia anima le attraverserà
E su una di esse vivrà eterna
Vi sono dicono cento miliardi di galassie
Tocco l’infinito con le mani
Aggiungo stella a stella
Sbucherò da qualche parte
Sono sicuro
Vivremo per l’eternità (Vite Parallele, 1998).

https://open.spotify.com/playlist/7c28Oor1ueCYGM4cllIFCP?si=9e44a0b71d7542bd
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