Sabato 8 Agosto 2020

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Comunali Lamezia Terme: ha vinto Paolo Mascaro, la fenice

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Le urne hanno parlato. Lamezia Terme ha un nuovo sindaco, eletto dal popolo. È Paolo Mascaro, il nuovo “vecchio” sindaco della città della Piana.

Il ballottaggio per la carica di sindaco ha decretato primo cittadino di Lamezia Terme Paolo Mascaro. L’avvocato, presentatosi con due liste civiche (“Assieme” e “Orgoglio Lamezia”) in questo affascinante e rischioso percorso di ricandidatura, ha vinto superando con il 68,9% contro il 31,1% l’altro candidato giunto al ballottaggio Ruggero Pegna.

Non abbiamo remore ad accostare il cammino di Paolo Mascaro a quello dell’araba fenice, l’uccello mitologico universalmente noto per la divina capacità di rinascere dalle proprie ceneri dopo la morte.
Riferito agli esseri umani, la fenice indica una persona capace di rimettersi in gioco dopo errori o vicissitudini che lo hanno costretto all’esilio figurato o meno. Una immagine abusata ma che dà una idea precisa e di facile comprensione del passato recente di Paolo Mascaro.
Come l’araba fenice Mascaro si è risollevato ed è rinato dalle ceneri di quel terremoto che aveva portato Lamezia Terme all’infamante terzo scioglimento per infiltrazioni mafiose della storia, pure recente, della città – gli altri scioglimenti per mafia si erano verificati nel 1991 e 2002. Uno scioglimento giunto il 22 novembre 2017, a un paio di mesi dalle celebrazioni del cinquantesimo anniversario della nascita della città. Un regalo terribile per l’intera cittadinanza.

Una sentenza che avrebbe guidato sul viale dell’oblìo in molti, ma Paolo Mascaro, l’uomo prima che il professionista e il sindaco, si è battuto fin dal primo giorno immediatamente successivo al “sisma”. Ha urlato con veemenza la sua innocenza, la sua estraneità ai fatti, attirando sulla sua persona parole e di sostegno e di critica. Mascaro, risoluto, ha deciso di rimediare agli errori, di rendersi protagonista di una resurrezione tolstoiana, di dimenticare il “tetro passato” recente, come ha sottolineato lo stesso avvocato in una intervista, gettandosi definitivamente alle spalle la traumatica esperienza dello scioglimento e chiedendo la fiducia del popolo. Fiducia oggi più che mai conquistata.
Ma andiamo per ordine ripercorrendo tutto il viatico vissuto dal nuovo sindaco, da quell’infausto 22 novembre 2017.

elezioni comunali Paolo Mascaro sindaco
Lamezia Terme Paolo Mascaro sindaco
Antonio Pagliuso
Foto Roberto Iannello

Dallo scioglimento in poi

In seguito alla sentenza di scioglimento, alla guida del comune di Lamezia Terme sopraggiunse la terna commissariale composta da Francesco Alecci, Maria Grazia Colosimo e Desiree D’Ovidio (quest’ultima poi sostituita da Rosario Fusaro).
Da quel giorno l’ex sindaco Mascaro ha cominciato la sua battaglia alla quale si è sovrapposta e intersecata la giostra burocratica che più volte ha sconcertato la città.
Data emblematica di questo carosello quella del 22 febbraio 2019 quando il Tribunale amministrativo regionale del Lazio ha riabilitato l’ex primo cittadino annullando gli atti relativi allo scioglimento del consiglio comunale della città che si ritrovò improvvisamente con il sindaco di nuovo sullo scranno conquistato nelle comunali del giugno 2015.
Passa poco più di un mese e l’11 aprile il Consiglio di Stato accoglie nuovamente la sospensiva di Mascaro sciogliendo per la seconda volta l’ente comunale. Due sentenze a stretto giro di tempo che hanno destabilizzato tutta la politica cittadina e la popolazione lametina; tutti ma non il più diretto interessato, Paolo Mascaro appunto, che a mezzo stampa ha continuato a farsi sentire e a esprimere le proprie convinzioni. Una forza spirituale che ha avuto il sostegno essenziale della sentenza del 7 agosto 2018 del Tribunale di Lamezia Terme che aveva dichiarato la candidabilità dell’avvocato, confermata in appello lo scorso 6 novembre, a pochi giorni dal primo turno delle elezioni comunali.
L’ultimo giro di giostra ha avuto luogo il 26 settembre 2019 con l’attesa sentenza del Consiglio di Stato che ha confermato lo scioglimento degli organi amministrativi della città eletti nel 2015 e di conseguenza ufficializzato la tornata elettorale del 10 novembre e l’eventuale turno di ballottaggio del 24 novembre.

Verso il voto del 10 novembre

La cittadinanza lametina si è trovata così sei candidati alla carica di sindaco: Massimo Cristiano, Eugenio Guarascio, Paolo Mascaro, Ruggero Pegna, Rosario Piccioni e Silvio Zizza. Quella di Mascaro, apparsa a primo acchito tra le candidature più forti, è stata anche quella che ha certamente riservato delle più o meno giustificate incognite per i lametini.
Anzitutto circa le liste e i nomi che avrebbero sostenuto la candidatura dell’ex sindaco. Una incognita che probabilmente ha potuto contrastare il libero pensiero è stata quella sulla risonanza nazionale che avrebbe avuto una possibile vittoria di un sindaco già sciolto per infiltrazione della criminalità. Una situazione spinosa nei riguardi di uno Stato spesso distante – a volte lontanissimo – dalle realtà locali, senza un vero polso della situazione che possa permettere un giudizio lucido e super partes. La paura di ciò che avrebbero pensato “gli altri” non ha influito in maniera incisiva sulle elezioni.
Questi dubbi, soprattutto, non hanno intaccato minimamente le certezze di Mascaro: “Questa è la squadra giusta per far rinascere Lamezia. Mi aspetto di vincere al primo turno” ha sostenuto con estrema sicurezza, successivamente giustificata dalla realtà, durante la presentazione delle liste del 15 ottobre.
Da quel giorno altri incontri pubblici si sono succeduti in giro per i tre centri principali della città e nelle periferie, mentre la campagna elettorale si trasformava in un’autentica corrida con accuse dirette al candidato Mascaro che andavano a prendere il posto delle più naturali e costruttive discussioni sui programmi politici; accuse a cui il neosindaco ha risposto con foga nel corso degli ultimi incontri con la cittadinanza sempre più numerosa, sempre più concorde e compatta attorno alla sua figura.
Un consenso che è cresciuto giorno dopo giorno, incontro dopo incontro e che ha attenuato la naturale ansia delle elezioni, della realtà che può capovolgere ogni pronostico.

Il primo turno

I primi exit poll della notte tra il 10 e l’11 novembre hanno subito reso manifesto il fatto che Mascaro fosse il più votato tra i sei candidati alla poltrona lametina. La chiusura degli scrutini ha decretato il ballottaggio tra Paolo Mascaro e Ruggero Pegna: 38,89% per il già primo cittadino, 23% per il promoter culturale sostenuto da Forza Italia, Fratelli d’Italia e Unione di Centro. 15 punti di differenza tra i due, amici e anche compagni di banco ai tempi della scuola, che si sono fatti la guerra al ballottaggio.

Gli ultimi scossoni prima della vittoria

Ma la querelle tra la magistratura e Mascaro non è cessata neppure durante il delicato periodo precedente il ballottaggio: è stata del 13 novembre, infatti, a pochi giorni dall’esito del primo turno elettorale e a una decina di giorni dal ballottaggio, la notizia che la procura generale della Repubblica di Catanzaro ha fatto ricorso in Cassazione circa la candidabilità dell’avvocato, quella candidabilità attestata dalla già citata sentenza del 7 agosto 2018 del Tribunale di Lamezia Terme e confermata in appello il 6 novembre 2019.
Discussioni che hanno tenuto banco sui media e nelle piazze, facendo da contorno ai dibattiti tra Mascaro e Pegna, spesso scivolati nell’anticamera della gazzarra.
Domenica 24 novembre, l’election day, è finalmente arrivata insieme a un terribile maltempo che ha condizionato l’affluenza ai seggi e che in alcuni momenti ha fatto pensare se non a un rinvio perlomeno a un prolungamento delle votazioni. Alla fine le urne hanno sbattuto la porta a un passato di battaglie e incertezze, che si spera non ritornino più a bussare ai battenti della città. Paolo Mascaro vince col 68,9% contro il 31, 1% di Ruggero Pegna, 12.317 voti contro 5.560: un successo che se non può essere definito con “percentuali bulgare” poco ci manca.

Il ritorno di Paolo Mascaro

Oggi Paolo Mascaro si è ripreso il posto che aveva conquistato durante le elezioni comunali della discordia dell’anno 2015, quando al turno di ballottaggio batté con una percentuale che sfiorò il 60% dei votanti il rappresentante del centrosinistra cittadino Tommaso Sonni.

Paolo Mascaro, la fenice, è tornato per Lamezia, come riportato nello slogan che lo ha accompagnato nella nuova avventura, per combattere la “rivoluzione ideale”, concetto che il nuovo primo cittadino ha sottolineato durante tutta la campagna elettorale, per un futuro stabile da regalare alla sua città, alla città che ha creduto in lui e che gli ha rinnovato la sua piena fiducia.
Una vittoria dai tanti significati, una occasione per lasciarsi alle spalle i fantasmi delle ultime stagioni, una occasione che il nuovo sindaco e l’intera città non possono permettersi più di fallire.

Antonio Pagliuso

Foto Roberto Iannello