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Covid Italia, Brusaferro: “Decrescita curva lenta”

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Silvio Brusaferro

Silvio Brusaferro

Il presidente dell’Istituto Superiore di Sanità: “Calo in quasi tutte Regioni”. Vaccinato oltre l’80% di over 80 e quasi il 60% dei 70-79enni


“In Italia c’è una decrescita lenta della curva” dei contagi da Coronavirus, “in quasi tutte le Regioni”.

Lo ha affermato il presidente dell’Istituto Superiore di Sanità, Silvio Brusaferro, durante la conferenza stampa sull’analisi dei dati del Monitoraggio Regionale Covid-19 della Cabina di Regia.

“L’incidenza calcolata a domenica scorsa vede una decrescita: 146 per 100mila abitanti mentre la settimana precedente era 157. Il flusso da venerdì a giovedì, quindi calcolato a ieri, indica un’incidenza a 148 per 100mila abitanti mentre la settimana scorsa era 159. Due flussi sono analoghi tra di loro con una decrescita lenta”.

E ancora, “l‘età media della prima diagnosi è scesa a 42 anni rispetto ai 43 delle settimane precedenti. E scende anche l’età del primo ricovero, 66 anni, rispetto ai 67. C’è una decrescita in tutte le fasce d’età” ha sottolineato Brusaferro. “Si vede l’effetto delle vaccinazioni in fasce d’età più alte”, ha aggiunto. “Ora con l’inizio della campagna vaccinale vediamo un calo costante dei casi nelle fasce d’età over 80, tra gli operatori sanitari, tra i primi ad essere immunizzati, e nelle Rsa dove i focolai rimangono bassi. Un indicatore di come la vaccinazione sia preziosissima” ha affermato. “Il dato delle vaccinazioni è in crescita soprattutto per lo sforzo di questi giorni. Le vaccinazione per la fascia over 80 hanno superato l’80%, si avvicinano al 60% nella fascia 70-79 anni”.

“I ricoveri nelle aree mediche sono scesi, da 23.250 a 20.312. E la saturazione è al 32%. Le terapie intensive sono in decrescita da 3.151 a 2.748. A livello nazionale tocchiamo la soglia del 30% di saturazione” ha evidenziato ancora il presidente dell’Istituto superiore di sanità. “Il quadro complessivo resta comunque a livello impegnativo. Siamo con un’incidenza tre volte superiore ai 50 casi ogni 100mila che è la soglia per il tracciamento automatico. Per questo occorre mantenere cautela e una gradualità nelle riaperture“.

“Sta aumentando la capacità di tracciamento” ha sottolineato il presidente dell’Istituto superiore di sanità. “E’ molto importante continuare ad abbassare l’incidenza per poter intervenire dove dovessero insorgere varianti nelle comunità”.