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Cristiano (Italexit): situazione drammatica della sanità nel lametino

3 min di lettura

Visite negate ai parenti, ambulanze senza medici, lunghe attese in pronto soccorso; situazione drammatica, i cittadini rischiano la vitaComunicato Stampa

Corre l’obbligo, soprattutto quello morale, di ritornare con forza su di un argomento, per noi, di vitale importanza. Ci focalizziamo sul tema della sanità, e non parlo del solo l’Ospedale di Lamezia, ma di tutto il sistema sanitario dell’interland lametino.

Svariate le segnalazioni che arrivano da molteplici zone, troppe le denuncie di disservizi, addirittura, denuncie di persone che lamentano morti sospette. Ovviamente senza nessuna dietrologia, pongo il riflettore su temi centrali, ma andiamo per gradi.

In primis, perché vigono ancora le restrizioni sull’entrate per le visite nei reparti da parte dei parenti degli ospitalizzati?

Qual è la motivazione? Per un puro aspetto sanitario? Lo escludiamo a priori, considerato che non esiste nessuna emergenza sanitaria.
Denunciamo con forza questa situazione che, peraltro, non può giovare alla serenità degli stessi degenti, anzi fattore di complicazioni di salute e vettore di depressione.

Tutto ciò non avviene, dunque, in forza di legge; se si tratta di disposizioni interne, come pare evidente, noi invochiamo il ripristino della normalità: non è accettabile che interi reparti siano chiusi, che vengano concesse solo visite saltuarie e sporadiche, addirittura esibendo l’anocrinistico tampone (sic!!).

Ma non finisce qui, denunciamo con forza, le lunghe ed estenuanti ore di attesa, anche fino a 10 ore e più, presso il pronto soccorso di Lamezia.

Sempre più cronica è la mancanza di medici e personale ospedaliero. Addirittura le poche ambulanze a disposizione, che debbono servire un ampio bacino d” utenza, sono sprovviste di autisti.

Difatti, durante le festività Pasquali le aree di Tiriolo e Maida sono rimaste scoperte da tal servizio di soccorso, poiché gli operatori sono stati spostati su altre zone. Ancora più grave è il fatto che si registrano, interi turni, senza camici bianchi a bordo.

È questo lo spaccato emerso e che restituisce la fotografia di una sanità, che dovrebbe essere al servizio del cittadino, invece, è un totale disfacimento su tutto il territorio.

Se infatti fino ad ora i mezzi di soccorso non si erano mai fermati, pur in assenza di camici bianchi, ci si avvia adesso verso una nuova fase, e cioè il punto di non ritorno.

In assenza di autisti semplicemente l’ambulanza non può viaggiare, senza medici i cittadini hanno scarsa probabilità di poter essere soccorsi come di dovere, perché il personale infermieristico può ottemperare all’ assistenza basilare e non specifica.
Questa è la realtà con cui bisogna fare i conti.

La progressiva demedicalizzazione dei presidi, fin’ora rimasti indenni al depotenziamento, adesso iniziano a patire la carenza di personale.

In tutta l’area del lametino le postazioni territoriali sono spesso prive di medico a bordo: le ambulanze che servono: Lamezia Terme, Maida, Tiriolo, Falerna, Soveria Mannelli, nei giorni scorsi, a turno, hanno tutte subito la demedicalizzazione.

Un mix esplosivo, da una parte, scelte politiche ed amministrative sbagliate, vedi chiusure reparti, dall’ altra, anni ed anni di tagli alla sanità pubblica, ed ecco oggi gli scoraggianti risultati.

Bisogna necessariame reagire a questo stato di cose, consapevoli che, questo dramma potrebbe colpire tutti nessuno escluso, chiunque di noi può trovarsi ad avere bisogno di assistenza immediata.

Bisogna mettere un freno a tutto questo!

Abbiamo il diritto che ci garantiscano la dovuta assistenza.

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