De Magistris al Peperoncino Jazz Festival: la felicità sarà al Sud

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Continua senza sosta, registrando ovunque un eccezionale successo di pubblico e raccogliendo i consensi della critica, il lungo tour musicale e culturale tracciato nel territorio calabrese dal Peperoncino Jazz Festival 2018, evento organizzato dall’associazione culturale Picanto con il contributo della Regione Calabria (avviso pubblico relativo agli eventi culturali storicizzati nell’ambito dei Fondi PAC 2018).Evento in collaborazione con gli enti del Parco Nazionale del Pollino e Parco Nazionale della Sila, di numerose amministrazioni comunali e di importanti Sponsor privati (primi fra tutti UBI Banca e Busitalia Simet Spa, ma anche Confindustria Cosenza, Agis e Anec Calabria, Gas Pollino, Pollino Gestione Impianti, Ottica Di Lernia, Montagna Srl, La Pietra Srl ecc.) e con l’alto patrocinio, tra gli altri, del Consolato Generale degli Stati Uniti d’America, dell’Ambasciata di Israele e della Reale Ambasciata di Norvegia, del FAI (Fondo Ambiente Italiano) e del TCI (Touring Club Italiano).

Nel suggestivo scenario del Giardino di Palazzo Del Trono, ha avuto in programma una seguitissima e interessantissima intervista al sindaco di Napoli Luigi De Magistris, impreziosita dagli interventi musicali del musicista Roberto Musolino, che accanto a brani di grandi cantautori napoletani, ha interpretato anche la splendida “Mio fratello che guardi il mondo”, di Ivano Fossati, dedicata dall’organizzazione dell’evento alle vittime di Genova nella giornata di lutto nazionale. Dopo il saluto del direttore artistico del PJF Sergio Gimigliano il sindaco partenopeo, ex magistrato (autore di coraggiose inchieste proprio in Calabria) e parlamentare europeo, intervistato dalla giornalista Maria Pia Tucci ha raccontato come sia riuscito, in soli 7 anni di consiliatura, a trasformare quella che è la terza città d’Italia, da città che era invasa dai rifiuti, quasi ostaggio della camorra e sull’orlo della bancarotta, in una città europea pulita, efficiente e punto di riferimento culturale a livello internazionale. 

Nel corso della serata, finalizzata, attraverso il racconto del “Caso Napoli” a stimolare una discussione sul Sud, sulle sue eccellenze e sulle sue potenzialità e sfociata in un confronto/dibattito al quale hanno partecipato anche Mimmo Talarico dell’associazione CalabriaAttiva e gli amministratori di Cetraro (l’attivissimo sindaco Angelo Aita e l’appassionato assessore alla Cultura Fabio Angilica), che hanno messo in evidenza come, in piccolo, anche grazie a un altro sindaco illuminato quale è stato Giuseppe Aieta – che tuttora continua a farsi portavoce delle esigenze della cittadina tirrenica e di tutto il territorio della costa orientale calabrese in qualità di consigliere regionale e presidente della Commissione Bilancio della Regione Calabria – anche Cetraro, che ha saputo conquistarsi il ruolo di Porto Turistico più importante e attrezzato del Tirreno Cosentino e che in questa estate 2018 presenta il miglior cartellone estivo della costa, sia stata protagonista di una storia di riscatto sociale e culturale, De Magistris, dimostratosi profondamente carismatico e travolgente e, al contempo, molto alla mano, simpatico e disponibile con tutti, si è confermato un acerrimo nemico di ogni forma di corruzione e un grande fan del Sud. Auspicando una presa di coscienza delle proprie potenzialità da parte della popolazione delle regioni del Sud Italia e una messa in rete delle realtà, istituzionali e non, impegnate sul campo al fine di emancipare l’immagine stereotipata in senso negativo del Meridione e dei meridionali, in “sindaco ribelle” ha concluso il suo brillante e applauditissimo intervento cetrarese lanciando una sfida concreta e impegnandosi a dimostrare, da qui a quattro/cinque anni, che “La vera felicità sarà al Sud”.

Prima di una intensa “tre giorni” all’insegna del Cetraro Jazz (in programma dal 21 al 23 agosto nel centro storico della cittadina tirrenica con artisti del calibro di Paul Wertico, Gianluca Guidi, Davide Cerreta e Mario Panebianco), DOMANI, lunedì 20 agosto, alle ore 22:00, il festival PJF farà tappa alle Terme Luigiane, che, come da tradizione, ospiteranno l’evento nello splendido scenario del Parco Acquaviva, un posto fuori dal tempo in cui natura e benessere aiutano a ritrovare l’armonia del corpo e della mente.

Dopo aver ospitato, nelle scorse edizioni, tra gli altri, artisti del calibro di Jeremy Pelt, Jim Rotondi, Benny Benack III, Danilo Rea, Egidio Ventura ecc., il PJF offrirà al suo pubblico un altro concerto di grandissimo valore artistico (realizzato in collaborazione con la Sateca), che vedrà protagonista sul palco una formazione inedita a due chitarre, con la partecipazione straordinaria di Peter Bernstein, considerato dalla critica internazionale come uno dei migliori chitarristi al mondo.

Nato a New York nel 1967, Bernstein studia jazz all’università di Rutgers con Ted Dunbar e Kenny Barron e completa la sua laurea presso la New School di New York, dove ha modo di crescere notevolmente grazie ad uno dei suoi mentori, Jim Hall, con il quale inizia a esibirsi spesso in duo.

Negli anni ’90, poi, è all’avanguardia del jazz contemporaneo e collabora con colleghi quali Sonny Rollins, Joshua Redman, Diana Krall, Larry Goldings, Bill Stewart, George Coleman, Roy Hargrove, Tom Harrell, Joe Lovano, Brad Mehldau, Christian McBride.

Nel corso della serata, che avrà inizio alle ore 22 e sarà a ingresso libero, accanto a lui, sul palco saliranno gli String Summit, formazione composta dal giovane chitarrista Daniele Cordisco (vincitore del Premio Internazionale Massimo Urbani nel 2013), dal batterista Elio Coppola (musicista che si sta facendo prepotentemente spazio nel panorama jazz internazionale collaborando con artisti del calibro di Benny Golson, Joey De Francesco, Scott Hamilton ecc.) e, in qualità di special guest, dal grande Dario Deidda, annoverato tra i migliori bassisti al mondo, che vanta collaborazioni con Michel Petrucciani, Tom Harrell, Randy Brecker, Marcus Miller, Vinnie Colaiuta, ma anche con artisti della musica leggera italiana quali Pino Daniele, Fiorella Mannoia e Ivano Fossati.

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