Federalismo fiscale, due sindaci calabresi dicono ‘no’ all’ingiustizia sociale

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Il sindaco di Cinquefrondi Michele Conia e il primo cittadino di Motta Santa Lucia, Amedeo Colacino, faranno ricorso amministrativo contro il federalismo fiscale.

I due sindaci calabresi sono i primi amministratori a dire ‘no’ al cosiddetto “regionalismo differenziato” che ormai da anni penalizza il Mezzogiorno decurtando i fondi e acuendo la disparità sociale tra le regioni del Nord e quelle del Sud. Conia e Colacino hanno dato notizia del ricorso in questi giorni durante degli incontri pubblici che hanno visto protagonista il giornalista de “Il Mattino” Marco Esposito. Quest’ultimo ha presentato anche in Calabria il libro “Zero al Sud” (Ed. Rubbettino) che vanta la prefazione dell’economista Gianfranco Viesti ed ha come sottotitolo “La storia incredibile (e vera) dell’attuazione perversa del federalismo fiscale”.

 

Esposito ha presentato il suo volume al Chiostro di San Domenico a Lamezia e alla libreria Ubik di Cosenza. Il giornalista è stato anche ospitato dalla Tgr Calabria.

L’incontro di Lamezia, promosso dall’Osservatorio delle Due Sicilie, è stato introdotto dal presidente del sodalizio Alessandro Malerba e da Rosella Cerra, docente nonché componente dello stesso Osservatorio.

Il federalismo fiscale è stato l’ennesima fregatura per il Sud: ha acuito il divario economico e sociale con il resto dell’Italia, ha aggravato la questione meridionale e, quel che è peggio, ha determinato la rinuncia dello Stato a garantire in maniera equa, come vuole la Costituzione, servizi e risorse per tutti i cittadini”. Così Esposito che ha rimarcato la necessità di capire a fondo la situazione venutasi a creare negli ultimi anni proprio in virtù di una perequazione proclamata sulla carta ma di fatto inesistente. Ciò, con la non felice prospettiva del “regionalismo differenziato” che porterà maggiori risorse alle regioni che hanno intrapreso un percorso autonomista come il Veneto, la Lombardia e l’Emilia Romagna. Più risorse al Nord, zero al Sud! Questo la prassi che si sta consumando nell’indifferenza generale.

Esposito ha anche parlato del “dummy”, la famigerata variabile statistica di comodo “con cui – ha evidenziato il giornalista è stata introdotta una vera e propria forma di razzismo camuffata con una variabile fantoccio. Le disparità, la sproporzione tra quanto viene erogato al Nord e quello che effettivamente arriva nel Mezzogiorno è possibile – incalza Esposito – perché non sono mai stati definiti i Lep, i Livelli essenziali delle prestazioni da garantire su tutto il territorio nazionale che in realtà sono ancora una chimera”. In un Paese democratico, dove dovrebbero regnare democrazia, libertà e giustizia “l’ultima cosa da spegnere – ha asserito il giornalista – sono i diritti delle persone”.

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