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Flash mob di Primavera della Calabria alle Terme Luigiane

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Un gruppo di attivisti di “Primavera della Calabria”, insieme alla portavoce Anna Falcone, ieri mattina ha promosso un flash mob sul ponte di Via Kennedy per continuare a tenere alta l’attenzione sulla situazione delle terme Luigiane

Comunicato stampa

Al di là delle prese di posizione e dell’infruttuosa mediazione dell’amministrazione regionale, la notizia che desta maggiori preoccupazioni in questo inizio di luglio è la mancata riapertura dello stabilimento termale.

Quello che ai più appare oramai come un tragico siparietto, sta danneggiando seriamente l’intera economia della zona, comportando difficoltà significative per famiglie ed attività già minate dalla situazione conseguente alla crisi pandemica.

Il tutto senza dimenticare il potenziale  medico-sanitario rappresentato dalle acque termali, i cui benefici sono apprezzati da tante persone che ogni anno arrivano sulla costa tirrenica da ogni parte della Calabria e d’Italia. Da anni centinaia di pazienti di ogni età tornano annualmente ad Acquappesa per sottoporsi ai cicli curativi prescritti.

Su questo fronte, I’amministrazione regionale ha nuovamente fallito, perché ha nei mesi giocato di sponda, non riuscendo a programmare non ora, ormai in piena estate, ma nei mesi precedenti per  salvaguardare l’interesse collettivo e il  patrimonio comune dei calabresi rappresentato dalle Terme Luigiane.

Ci chiediamo quanti cittadini calabresi saranno costretti nelle prossime settimane a rinunciare alle benefiche cure termali, perché impossibilitati a sostenere viaggi e soggiorni in altre regioni d’Italia.

Per questo motivo ieri mattina, armati di asciugamano e accappatoio, abbiamo provato ad inalare i preziosi vapori dal ponte in via Kennedy, osservando quanto di buono e prezioso scorre nel Tirreno.

Con l’aerosol collettiva vogliamo lanciare un messaggio alla giunta e istituzioni regionali, affinché arrivino ad una soluzione concreta sulla questione; oppure, più opportunamente, visti i tanti fallimenti e danni già arrecati, si facciano da parte, lasciando il governo della nostra Calabria a chi veramente ha voglia di incidere in modo serio e “cunchiusu”.

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