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Giannuzzi: mentre in Calabria si gioca, le altre regioni non perdono tempo

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«Possibile che dobbiamo essere sempre gli ultimi considerati nelle classifiche nazionali e i primi per la cattiva gestione del virus?»

Che cos’è il tempo? Qualcosa di assoluto o qualcosa di soggettivo? Albert Einstein spiegava la soggettività del tempo sostenendo che “le esperienze di un individuo ci appaiono ordinate in una serie di singoli avvenimenti, che noi ricordiamo apparire ordinati secondo il criterio di anteriore e posteriore. Esiste quindi per l’individuo un tempo suo proprio soggettivo che in se stesso non è misurabile”.

E, infatti, per chi era demandato ad organizzare il sistema di vaccinazione in Calabria, il tempo è soggettivo: a quanto pare, chi di dovere avverte il passare dei minuti in modo diverso rispetto a noi comuni mortali. Sembra evidente, visto che, pur sapendo dell’arrivo dei vaccini, non si è pianificata la strategia da mettere in atto, eppure di tempo ve ne è stato! Ma si aspetta sempre inermi per giocare poi a scarica barile, ormai abitudine consolidata in questo periodo di pandemia. Chi ne fa le spese siamo noi cittadini, siamo noi calabresi, sono le imprese che non hanno il tempo di capire perché si debba sempre essere quasi ultimi nelle classifiche nazionali ed essere quasi sempre i primi nella cattiva gestione della pandemia.

A parlar chiaro sono gli ultimi giorni, con i contagi in continua ascesa, anche a dimostrazione di come le misure messe in campo dal Governo siano state probabilmente superficiali. Tanti i paradossi presenti nel Dpcm sottoscritto da Conte prima delle festività, aggirati facilmente dai cittadini che, stanchi di questa lenta agonia, non hanno dovuto faticare troppo per trovare escamotage vari per godersi il Natale in compagnia. E il numero di positivi sale, nuove misure arriveranno da qui a breve e chissà che ne sarà del nostro futuro!

Il tempo ormai è divenuto tiranno per la sopravvivenza dell’economia calabrese e, mentre assistiamo impassibili alla mancata digitalizzazione dei dati Covid, le imprese presenti sul nostro territorio divengono sempre più digitali, il contrasto tra privato e pubblico ormai è paradossale: da una parte la completa disorganizzazione e dall’altra una riorganizzazione aziendale e la modifica di gestione dell’impresa in tempi rapidissimi, cercando di plasmare le attività secondo le esigenze del momento. Possibile che vi sia questa differenza d’azione? Mentre in Calabria giochiamo ancora con penna e calamaio, le altre regioni non perdono tempo e sono già lì a preparare un piano di spesa per il Recovery Fund. Anche in questo caso la nostra Regione avrà bisogno di più tempo per riflettere e capire come muoversi, mentre la gente affanna per arrivare a fine mese? Mentre infiamma la protesta dei governatori del Sud per una disparità di divisione dei fondi, la nostra Regione presenterà un master plan con cui investire i fondi o attenderà del tempo anche in questo caso?

 

Dott.ssa Innocenza Giannuzzi

vice-presidente Confartigianato Imprese Catanzaro