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Il “Diritto alla dignità” trionfa al Premio Muricello

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Premio Muricello

Si è conclusa con tantissima emozione l’undicesima edizione del Premio Muricello, ideato dal giornalista Antonio Chieffallo

Due splendide serate che hanno avuto un solo filo conduttore: il diritto alla dignità appunto.

La prima parte, svolta nel giardino dell’agriturismo Manfredi e condotta da Antonio Chieffallo e Ugo Floro, direttore artistico della rassegna, ha avuto come protagonisti i libri.

Sei i finalisti in lizza per il premio letterario, Annarosa Macrì con “Sarti volanti” (Rubbettino Editore); Angela Bubba con “Elsa” (Ponte alle Grazie); Aldo Mazza con “L’arcobaleno nelle mani” (Falco Editore); Martino Ciano con “Itinerario della mente verso Thomas Bernhard” (A&B Editrice); Salvatore Franco con “Padrone e sotto” (pubblicazione indipendente); Francesca Veltri con “Malapace” (Miraggi Edizioni).

A spuntarla è stata quest’ultima, docente alla Facoltà di Sociologia dell’Unical, con un libro ambientato nel 1944 in un campo di prigionia alleato della Francia appena liberata. Una storia di passioni ed ideali con un messaggio ben preciso: la pace va difesa ad ogni costo!

Il libro è candidato al Premio Strega 2023. Francesca Veltri succede a Elena Giorgiana Mirabelli, vincitrice dell’edizione 2022.

A fine serata è stato consegnato inoltre un premio speciale al docente e scrittore Mauro Minervino: “Narratore-antropologo e viaggiatore dallo sguardo penetrante, Minervino raccoglie voci e luoghi del Sud e lontano dal Sud, ricomponendoli in un in una mappa che risponde alla geografia dell’umano e alle ragioni dell’anima, dando vita a una forma d’arte letteraria di sua invenzione: l’etnofiction.”

Mauro Minervino

La seconda serata ha avuto il suo inizio nella biblioteca comunale di San Mango d’Aquino con l’inaugurazione della mostra “Radici” e l’esposizione delle opere del Maestro Giuseppe Orlando e dell’artista Giovanna Sposato.

Il “Diritto alla dignità” trionfa al Premio Muricello

La rassegna si è poi spostata all’anfiteatro comunale dove sei personalità sono state premiate per essersi distinte nel rispetto del “Diritto alla dignità”.

Salvatore Borsellino, Monumento di dignità e libertà

Salvatore è presenza testarda che sceglie di fiorire dentro alle rovine, per raccontarci della primavera del Paese che non abbiamo ancora conosciuto, ma non si muove da solo, raccoglie altre mani e s’appresta a lottare fino all’ultimo giorno della sua vita. L’agenda rossa contiene l’iride del suo esistere che è il nostro, impartendoci le istruzioni per costruire anziché distruggere. Noi scegliamo d’essere rivoluzionari gentili come lui che distribuiscono pane e virtù e, sotto lo stesso cielo si promettono d’essere fedeli alla resistenza, resina dei denti, piuma libera e odorosa di ginestra.”

Charlie Barnao, una vita a fianco degli emarginati

Negli ultimi venti anni, Charlie Barnao ha indagato a fondo e interrogato, rielaborato, metabolizzato, trasformato, trasferito su carta e condiviso i contesti sommersi degli homeless, della prostituzione, dei giovani bevitori; non ha mai sospeso lo studio della relazione tra addestramento militare e tortura; in questi ultimi anni, nella funzione di delegato del rettore dell’Università di Catanzaro per il Polo Universitario Penitenziario presso la Casa Circondariale di Siano, ha realizzato alcune piccole rivoluzioni in carcere, che lo hanno reso uno tra i più credibili e prestigiosi membri della Conferenza Nazionale dei Delegati dei Rettori per i Poli Universitari Penitenziari

Se un filo rosso unisce tanti anni di studio e impegno personale, è forse da individuarsi nella tensione continua indirizzata a dare voce, immagine, forma a gruppi umani sommersi, invisibili, disturbanti, ignorati, grossolanamente e pragmaticamente etichettati come “devianti”, con la crudezza di chi empatizza e non valuta, scevro da intenti moralizzatori e dalla tentazione di una qualunque finalità di pedagogia sociale, ogni giorno alimentando la curiosità dell’essere umano tra esseri umani.

Emanuele Giacoia, galantuomo nella vita e nella professione

Il colore e il calore inconfondibili della sua voce sono, e rimarranno, l’essenza di un legame profondo che Emanuele Giacoia, galantuomo nella vita e nella professione, in decenni di giornalismo ha saputo tessere con la gente di Calabria. La passione per la professione, unita ad una generosità rara sono solo alcune delle cifre distintive di una personalità nella cui narrazione ci siamo tante volte ritrovati, se non addirittura rifugiati, perché essa sapeva, da sola, costituire un momento di riscatto per la Calabria.”

Francesco Cosentini, per aver sempre creduto ad una vita di seconde possibilità

Per l’impegno costante profuso nelle carceri calabresi dall’associazione “LiberaMente” in vent’anni di attività. Per aver saputo distinguere l’uomo dal suo errore promuovendo iniziative volte alla “ricostruzione” interiore del detenuto. Per essere stato il primo in provincia di Cosenza a credere nella cultura come strumento di crescita e cambiamento negli istituti di pena realizzando la biblioteca al “Cosmai” nella città dei bruzi e attivando nelle case circondariali calabresi (Cosenza, Paola, Rossano, Castrovillari e Catanzaro) laboratori di scrittura creativa e autobiografica. La parola come strumento immateriale capace di liberare vite e storie.

Kento, per la sua resistenza all’indifferenza

Musicista, scrittore, combattente, Kento rappresenta, nel panorama culturale italiano un unicum. Sempre pronto a nuove sperimentazioni artistiche, Kento esercita quotidianamente forme di resistenza personale verso le diffuse pratiche dell’ingiustizia, della sopraffazione criminale, della prepotenza dell’uomo sull’uomo. Ed è così che la musica e la scrittura non sono solo forme di denuncia ma diventano opera di riscatto che guardano ad un futuro in cui la dignità di ogni persona venga riconosciuta come valore universale.

Vincenzo Rota, imprenditore illuminato

Vincenzo Rota è un imprenditore galantuomo che ha saputo portare l’azienda San Vincenzo ai vertici dell’industria Calabrese. I successi imprenditoriali dell’azienda presentano il marchio dell’innovazione, del profondo legame con il territorio, dell’inclusione e di una visione del mondo e della vita in cui il rispetto verso gli altri, l’umiltà ed un grande senso della dignità ne costituiscono l’architrave.”

L’associazione e l’intera comunità sanmanghese si è poi unita nel ricordo di una grande personalità prematuramente scomparsa, l’imprenditore Aldo Grandinetti.

Sono stati attimi di vera commozione dove tantissimi amici e colleghi hanno voluto portare una testimonianza di una persona che, in poco tempo, ha dato davvero tanto.

Il saluto finale è del sindaco di San Mango Gianmarco Cimino che ha invitato a prendere esempio da Aldo che ha fatto della sua vita una continua “ricerca della felicità”.

A conclusione del Premio Muricello, il suo ideatore Antonio Chieffallo afferma: “Abbiamo concluso una stagione estiva straordinaria, ricca di eventi diversificati. Il diritto alla dignità è stato il filo conduttore di tutto quello che abbiamo realizzato in questi due mesi, a partire dal viaggio in Sicilia fino allo spettacolo teatrale sulle condizioni del lavoro in tempi moderni, per arrivare alle due serate conclusive del primo letterario e del Premio Muricello dedicato all’impegno civile. Ieri sera grandi temi all’interno della rassegna, grandi personalità, e grande partecipazione di pubblico. Questo è ovviamente un incentivo a fare sempre di più e sempre meglio!”

Foto: Premio Muricello

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