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Lamezia. Accoglienza calorosa all’istituto Einaudi per il vescovo Schillaci

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LAMEZIA. Il vescovo diocesano, mons. Giuseppe Schillaci, ha incontrato per la prima volta studenti, docenti e personale tutto dell’Ipssar (Istituto professionale statale per i servizi alberghieri e della ristorazione) “L. Einaudi” di Lamezia Terme.

Il presule è stato accolto calorosamente dalla dirigente Rossana Costantino e da tutta la comunità scolastica.

Nel saluto iniziale la dirigente ha sottolineato come la scuola debba essere luogo e crocevia di dialogo e, proprio al dialogo, è stato improntato quest’incontro tra i ragazzi e mons. Schillaci. Il vescovo ha voluto subito evidenziare che la ragione della sua presenza all’Einaudi era, in primis, quella di ascoltare. Ciò in virtù della sua missione pastorale i cui cardini sono servizio e ascolto, così come si evince anche dal motto episcopale scelto per il suo stemma “Ministrare non ministrari – Servire e non essere serviti”.

Diverse le domande poste dai giovani al pastore diocesano, domande che hanno toccato temi che coinvolgono da vicino la vita dei giovani. Tra queste utilizzo delle nuove tecnologie, solitudine, paura della diversità, l’essere e l’apparire, l’accoglienza dei più fragili.

Mons. Schillaci ha risposto a tutte le domande senza sottrarsi neanche a quelle più “scomode” testimoniando la sua umanità nella luce brillante della sua fede. Gli studenti si sono lasciati così coinvolgere dall’amore di un ‘padre’ che li ha guardati riconoscendoli come figli, consentendo loro di andare oltre quel muro che separa una chiesa di mattoni da una Chiesa fatta di uomini.

 

A conclusione dell’incontro è stato proiettato un cortometraggio che descrive come oggi le persone si isolano nella tecnologia e dimenticano una delle cose migliori della vita: la convivenza umana fondata sull’amore e sulla fratellanza. In questo spirito di convivialità il vescovo ha condiviso il pranzo preparato e servito dagli alunni, guidati con dedizione e competenza dai loro docenti e dal personale Ata, dopo aver visitato l’istituto accompagnato dagli studenti di accoglienza turistica. Red.

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