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Locri (RC). Costrette a prostituirsi, sette arresti

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Locri (RC). Costrette a prostituirsi

Nel fermo immagine del video dei Carabinieri, una delle donne nigeriane giunte in Italia sui barconi e poi ridotte in schiavitù per farle prostituire. Le indagini svolte dai militari del nucleo investigativo del comando provinciale della sezione anticrimine dei Carabinieri di Lecce sono partite proprio da Lecce e hanno fatto luce su un sodalizio criminale transnazionale radicato in Nigeria con cellule operative in Libia in diverse aree del territorio nazionale dedito alla riduzione schiavitù e tratta di ragazze destinate al mercato della prostituzione - che venivano assoggettate alle "madame" nigeriane - fatte giungere in Italia bordo di barconi stipati di migranti e salpati dalle coste libiche alla volta della Sicilia. Gli investigatori hanno documentato le modalità attraverso le quali numerose giovani nigeriane ospitate nei centri di accoglienza, ottenuto il permesso temporaneo di soggiorno, dopo essersi allontanate e venivano recuperate subito da componenti dell'organizzazione malavitosa con i quali erano in costante contatto ed avviate allo sfruttamento sessuale. Lecce, 22 giugno 2017. ANSA/ CARABINIERI +++ ANSA PROVIDES ACCESS TO THIS HANDOUT PHOTO TO BE USED SOLELY TO ILLUSTRATE NEWS REPORTING OR COMMENTARY ON THE FACTS OR EVENTS DEPICTED IN THIS IMAGE; NO ARCHIVING; NO LICENSING +++

Tre indagate irreperibili, operazione dei carabinieri della Compagnia di Locri

LOCRI (REGGIO CALABRIA). I carabinieri della compagnia di Locri hanno eseguito un’operazione, denominata “Sex home”, che ha portato all’arresto di sette persone, tra cui tre donne, due marocchine e una dominicana, con l’accusa di sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione.

Gli arresti sono stati fatti in esecuzione di ordinanze di custodia cautelare emesse dal Gip di Locri su richiesta della Procura della Repubblica.
Altre tre donne indagate nella stessa inchiesta, destinatarie anche loro di ordinanze di custodia cautelare in carcere, risultano irreperibili.
Dall’indagine é emerso che alcune ragazze sarebbero state costrette a prostituirsi con minacce di morte e violenze che avrebbero potuto estendersi, in caso di rifiuto, alle loro famiglie d’origine.
Per tre degli arrestati é stata disposta la custodia cautelare in carcere, mentre gli altri quattro sono finiti ai domiciliari.
Il giro di prostituzione avrebbe fruttato un migliaio di clienti ed ogni incontro veniva pagato dai 50 ai 200 euro.