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Non mi manchi più, il nuovo singolo che segna l’inizio di un nuovo percorso per Deso Bwoy

4 min di lettura
deso bwoy

Montare e smontare, creare, riscrivere, cancellare e ripartire. La vita artistica è fatta di momenti diversi e ci si sente più spesso su delle montagne russe che su un terreno stabile, perché incanalare le emozioni attraverso il linguaggio creativo significa cercare di dare una forma a qualcosa che per natura non ce l’ha ed è fluida come l’acqua che ha bisogno del giusto contenitore per poterle dare la forma corretta.

Deso Bwoy è l’ultima declinazione di Antonio De Sarro, autore e cantante con le idee molto chiare nonostante e un passato musicale già molto articolato nonostante la giovane età.

Domani 23 giugno uscirà il suo primo singolo sotto il nuovo monicker Deso Bwoy, Non mi manchi più, come primo passo verso questa nuova vita artistica.

Abbiamo fatto due chiacchiere per conoscere meglio il giovane artista lametino in attesa di ascoltare il nuovo singolo.

Link per il presave: https://bfan.link/non-mi-manchi-piu

Il tuo ultimo singolo “Non mi manchi più” è l’inizio di nuovo percorso musicale: cosa è successo prima per farti decidere di dover ripartire da zero?

Come capita a tutti, a volte si vivono dei momenti dove parli a te stesso e ti chiedi se ne vale la pena continuare o meno. La pandemia ha potenziato tutto ciò, portandomi ad essere quasi anestetizzato dalla musica. Mi sono sentito come se stessi costruendo una casa, ma arrivato al 3° piano ti accorgi che le fondamenta sono marce e barcollano, dunque non aveva più senso continuare a costruire una casa barcollante. Riparto da zero per cercare di mettere su delle fondamenta solide che mi permettano di costruire. Di nuovo.

Il titolo evoca l’esordio di un cantautore la cui scrittura ha permesso la nascita di nuovo linguaggio della musica Pop in Italia. Parlo di Calcutta con “Cosa mi manchi a fare”. Ti ritrovi in quel modo di scrivere?

Si e no. Esistono tanti modi di scrivere e comunicare a me piace farlo usando le stesse parole che userei nel parlare con un mio amico.

deso bwoy

Hai dichiarato di scrivere canzoni quando non ti va di parlare, significa che il tuo estro creativo si manifesta solo in situazioni specifiche? Quando sei felice non scrivi perché esci? Come disse qualcuno.

Esatto, ci sono determinate cose che riesco a dirle soltanto scrivendo. Credo inoltre che questa frase di Tenco sia l’esatta rappresentazione di ciò che sono.

Sulla stampa internazionale ed italiana si parla ultimamente del Pop che “sta mangiando se stesso”, visto l’utilizzo massiccio di grandi brani del passato per creare nuove canzoni e minimizzare il rischio di fare flop. Per te, oggi, cosa significa fare musica innovativa? È ancora possibile farla?

Ciò che sta mangiando l’intera industria musicale a parer mio è quel modo di ragionare per “schemini”: il pezzo che deve andare virale su tik tok, il pezzo che deve essere estivo, quello triste. È come se in qualche modo gli artisti siano delle marionette che devono vestirsi in base alle esigenze del mercato.

Senza falsa modestia, pensi la tua possa esserlo?

No, non credo.

Nonostante la giovane età hai già un passato che ti ha visto prima sotto una veste, il Rap, e ora sotto un’altra. Potrai quindi mutare ancora pelle durante il tuo percorso artistico?

Certo che sì. L’unica cosa che non cambio mai sono le sigarette che fumo.

Esiste una scena musicale nella tua città? Se esistono criticità in questo senso, cosa pensi si dovrebbe fare per migliorare la situazione?

Dal punto di vista musicale Lamezia è piena di talento. Il problema di fondo è che a volte sembra di stare a guardare una guerra tra poveri, nel senso che non è una scena molto coesa.

È il primo di diversi singoli grazie ai quali potremo esplorare il mondo DESO BWOY e Antonio De Sarro, ma siete solo voi due in questo percorso o ci sono altre persone accanto a te?

Sì, è solo l’inizio. Lavoriamo con il team di DISSONANZEstudios, Francesco e Milena che mi trattano come un nipote (non ho detto figlio perché altrimenti li faccio sentire vecchi) e mi spronano sempre, specialmente nei miei momenti no. “Non mi manchi più” e tutti gli altri singoli a seguire sono invece arrangiati da Erica Cuda, anche lei parte del team di Via Mascagni 15, un tassello fondamentale per la mia musica.

È importante crescere in un determinato contesto sociale e culturale?

Credo di sì, anche se a volte può limitarti in certe scelte. Andando a studiare fuori ti rendi conto che purtroppo su determinati aspetti Lamezia Terme è un po’ indietro come mentalità. Anche se c’è da dire che rispetto a quando ho cominciato a fare musica io la situazione è cambiata radicalmente. Un tempo venivamo presi di mira perché vestivamo larghi ad esempio, ora magari succede molto di meno.

Renato Failla

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