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Pensionati italiani in Portogallo, come e perché

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Pensionati italiani Portogallo

L’Italia non è un paese per vecchi. O perlomeno non lo è più per una fetta sempre in aumento di pensionati italiani che negli ultimi anni sta abbandonando la penisola per trasferirsi all’estero. Tra le mete preferite il Portogallo.

 

Portogallo, la nuova casa dei pensionati italiani

Come mai il Portogallo è diventato una meta sempre più gettonata per i neo pensionati italiani? Tanti i motivi per i quali la scelta ricade sul paese iberico: per il clima, mite da nord a sud, simile a quello italiano, per la cucina conforme ai gusti mediterranei e, soprattutto, per il costo della vita basso rispetto agli standard del Bel paese. In Portogallo, infatti, i prezzi degli affitti per un appartamento oscillano tra i 300 e i 400 euro al mese e per consumare delle ottime cene a base di pesce (il paese occupa il primo posto in Europa per il più alto consumo di pesce pro capite) raramente si supera la soglia dei 15 euro a persona. Per non perdere le buone abitudini italiane, infine, il prezzo di un caffè al bar sta ben al di sotto di un 1 euro. Va da sé che la pensione erogata dall’Inps assume maggior valore e il potere d’acquisto del pensionato aumenta in maniera sostanziale.

Con un numero che supera i 15 milioni, i pensionati italiani rappresentano il 25% dell’intera popolazione, essenziali colonne della società cui poggiarsi in periodi di crisi e disoccupazione come quelli che l’Italia attraversa. Ma dopo i flussi migratori verso la Spagna e le isole Canarie, i nuovi pensionati d’Italia hanno trovato entro i confini portoghesi una nuova terra d’oro. Nel 2017 oltre trecento pensionati italiani hanno preso la decisione di trasferirsi a Lisbona e dintorni – nel 2014 erano cinquanta, l’anno prima appena una dozzina.
Tutti attratti non solamente dalle sirene sotto forma di condizioni climatiche e basso costo della vita già citati, ma anche da un regime fiscale agevolato, un rapporto deficit/Pil pari a -2% (meglio rispetto a quanto indicato dall’Unione Europea), i dati relativi alla disoccupazione in fase di miglioramento (9,3% nel 2017). Ed è così che il Portogallo si candida al ruolo di paradiso fiscale del Vecchio continente.

pensionati italiani
Lisbona, capitale del Portogallo.

Come trasferirsi in Portogallo?

Diventare dei pensionati italiani in Portogallo e cominciare a usufruire dei vantaggi che il fisco locale offre è più semplice di quanto si possa immaginare. Grazie al cosiddetto “regime del residente non abituale”, i redditi del nuovo residente non vengono trasferiti dall’Italia, e perciò non calcolati, a patto che si trascorrano in Portogallo 183 giorni all’anno, vale a dire la metà di un anno. Lo stesso periodo occorre anche per maturare la prima residenza nel paese affacciato sull’Atlantico. Da specificare che la pensione è tax free, cioè assolutamente esentasse, per i primi dieci anni di residenza in Portogallo.

Per quel che riguarda gli spostamenti dall’Italia, l’aeroporto di Lisbona è collegato con gli scali di Milano, Roma, Venezia, Napoli e Bologna. Allo stesso modo anche l’aeroporto di Porto offre un buon numero di voli.

Costo della vita basso, buon cibo, clima ottimale, trattenute fiscali contenute: tutto questo equivale a tanti soldi che rimangono in tasca e che possono essere impiegati dai nuovi residenti portoghesi con accento italiano per godersi la vita, la propria nuova vita dopo decenni di lavoro in Italia; magari gustando un fumante piatto di caldeirada accompagnato da un buon bicchiere di Porto, in uno dei tipici locali del centro storico dell’Alfama a Lisbona o nel quartiere più vivace del Bairro Alto. Tutto concluso con un boccone di pão de Deus, letteralmente “pane di Dio”, e con buona pace dell’ente previdenziale del sistema pensionistico pubblico italiano.

Antonio Pagliuso