Lunedì 10 Agosto 2020

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Polaria respinge altro brasiliano al valico di frontiera aerea di Lamezia

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Nella mattinata di ieri 14 luglio, al valico di frontiera aerea dell’aeroporto di Lamezia Terme, tra i passeggeri provenienti da Stansted (Londra), un giovane brasiliano: S.M.W.A. di anni 23, risultava febbricitante al certosino controllo della temperatura a cura del personale dell’U.S.M.A.F. — Ufficio di Sanità Marittima, Aerea e di Frontiera, struttura direttamente dipendente dal Ministero della Salute, che, da inizio pandemia, presidia l’aeroporto di Lamezia Terme

Attivata immediatamente la procedura anti Covid-19 da detto Ufficio in sinergia con la Polizia di Stato, con il “118” e la Regione Calabria, dopo alcune ore si scongiurava il peggio, attraverso l’esito negativo del c.d. “tampone nasofaringeo”.
Lo straniero, sebbene provvisto di regolare e valido titolo di viaggio, al controllo di frontiera risultava incurante delle recenti misure anticovid-19, disposte dall’Ordinanza del Ministro della Salute dello scorso 9 luglio, che vietano l’ingresso nel territorio italiano ai cittadini appartenenti a quegli Stati dove l’epidemia dilaga, tra cui il Brasile.
Con rapidità, gli Agenti della Polizia di Stato di Frontiera Aerea di Lamezia Terme approfondivano i controlli sul giovane brasiliano, il quale non riusciva a dimostrare di aver soggiornato in quel di Londra nei 14 giorni precedenti il suo arrivo nel territorio italiano.
Circostanza questa, che non lasciava altra scelta che quella di inibire l’ingresso allo straniero nel territorio nazionale e la conseguente emanazione di un provvedimento di respingimento alla frontiera, che determinava il reimbarco dello stesso alla volta di Londra.
Tale ultima attività, dopo l’emanazione dell’Ordinanza del Ministero della Salute del 9 luglio 2020, è il secondo caso di respingimento alla frontiera eseguito in Calabria — dopo quello dell’11 luglio scorso, e si aggiunge alle tante altre “operazioni” che la Polizia di Frontiera Aerea di Lamezia Terme ha costantemente svolto durante il lungo periodo di lockdown dei mesi scorsi; come da piano straordinario di controlli anticovid-19 predisposti dal Ministero dell’Interno per gli ingressi ed i transiti in Italia.