Quindici milligrammi, storia di una donna figlia della rivoluzione

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Presentazione quindici milligrammi

Una carrellata di memorie degli anni 60 e 70 preannuncia l’atmosfera nella quale si sviluppa Quindici milligrammi, il romanzo di Nuccia Benvenuto presentato ieri alla biblioteca comunale di Lamezia Terme.

Il tempo di Quindici milligrammi

Quindici milligrammi (edito da L’Erudita) narra le vicissitudini e lo sviluppo morale di una ragazzina, Dolli, nata e cresciuta nell’immobile Calabria degli anni 60, quella Calabria che cresceva tra gli influssi rivoluzionari predominanti per tutto il paese.
«Un romanzo che è un tuffo nel passato attraverso la storia di una donna» dice Erminia Madeo, coordinatrice dell’incontro svolto all’interno della rassegna Il maggio dei libri. Una vicenda che potrebbe essere la storia dell’intero emisfero femminile negli ultimi 40, 50 anni in Italia.
Giovanni Torchiaro, ex bancario prestato alla filosofia o viceversa, con ampio respiro ha analizzato il mondo della scrittura e della letteratura, riservando un pensiero a Philip Roth, lo scrittore statunitense morto il 22 maggio all’età di 85 anni.

La scrittrice e docente di filosofia Nuccia Benvenuto ci offre un ritratto più approfondito di Dolli, la «capatosta» (caratteristica preminente) protagonista del romanzo. Dolli è nata il giorno in cui il mondo e anche la Calabria, seppur in maniera inconscia, cambiano: vale a dire il 12 aprile 1961, il giorno in cui il cosmonauta Jurij Gagarin diventa il primo uomo a volare nello spazio.
Una onda emotiva accompagnerà le pagine del romanzo; Dolli, si affaccerà alla vita e, nel turbine delle rivolte, dei cambiamenti, dei primi scontri con i genitori, della perdita dell’innocenza, scoprirà anche il peso di una lacrima, appunto quindici milligrammi. Il romanzo (che è il quarto lavoro della scrittrice originaria di Corigliano Calabro) si snoda dagli anni 60 all’inizio degli 80, decenni di grandi rinnovamenti, stagione di cui tutti, come la protagonista della storia, in un modo o nell’altro, siamo figli.

Antonio Pagliuso

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