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Il Rasoio di Ockam: un Gillette Mach 3 (Tertium Millennium!) nelle mani di Lupin

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La verità si ritrova sempre nella semplicità, mai nella confusione.

( Isaac Newton)

LupinFrustra fit per plura quod potest fieri per pauciora (ciò che può avvenire semplicemente, non deve essere complicato senza motivo), alias Rasoio di Ockam.
E’ un’espressione, questa, che lima il superfluo nell’accumulazione compulsiva di un’offerta non formativa (mi permetto di aggiungere!) ed il cui valore dovrebbe essere sempre più ragionevole, prima di editare un macro-Ptof.
L’essenziale, per dindirindina!
Che è invisibile, o meglio, tangibile agli occhi di tutti: ce l’abbiamo per giunta sotto mano, questo Museo a cielo aperto, o sotto le nostre suole, pedibus calcantibus, senza rendercene conto!
Ripariamo casa Italia e Ripar(t)iamo dal vero, dimorandolo con i santi crismi, e davvero! Se l’Incultura, come incuria, triumphat, la Scuola, come spazio eterotopico (Michel Foucault), deve uscirne allo scoperto con l’egida di Atena.
Aborro una comunità educante aziendalistica, perché per natura, nella Natura del territorio, è, in tutto e per tutto, un’altra cosa: educazione di sguardi, pensieri e sentimenti, come nelle letterature, di cui ci sentiamo fieri eredi tranne che nella vita pubblica e privata, feramente, per le convulse leggi di mercato!
Poesia, e non Impresa: ed oggi è una vera impresa restituire poesia all’Istituzione più nobile delle storia cittadina. Mega-fabbriche di progetti fantomatici, in quantità industriale, pubblicizzano quotidianamente il buon nome di ogni polo d’istruzione, senza soddisfare a pieno le istanze sociali, culturali, formative degli istituenti.
Anzi, il rischio che si corre è di vedere sfornata una frotta di deficienti: metastasi di una Scuola buona pessimamente istituzionalizzata, o perbene solo per propaganda. Pane incommestibile per una corsa allo sbaraglio in una corsia da sbandati! Consigli per gli acquisti, come in una réclame di Maurizio Costanzo!
E facendo zapping, il canale resta, purtroppo, monocorde. Eppure, Tullio De Mauro, fino alla fine, aveva sempre sollecitato gli apprendimenti di base: leggere, scrivere e far di conto.
Già, Nemo propheta in patria! Che dire, Verba volant! Invochiamo, allora, Arsenio Lupin, il Nostradamus dell’anime, per tante anime in pena!
Nell’epoca in cui il capitalismo ha portato a un processo crescente di omologazione e standardizzazione, di riproduzione in serie di prodotti e merci, Lupin vede nelle opere d’arte l’ultimo rifugio dell’autenticità e della distinzione.
Ogni suo gesto può considerarsi finalizzato alla derisione e alla parodia di una classe sociale che con tutti i suoi funzionari e politici corrotti rivela l’ipocrisia e l’avidità di coloro che detengono le leve del potere
(N. Agliardi).
Allo sgangherato e scimmiesco personaggio del cartoon, quindi, il ruolo di apri-fila del  dissenso, con il rasoio in mano, e senza falce e martello! Lupin Lupin, l’incorreggibile! Lupin Lupin, l’inafferabile! Lupin Lupin, ineguagliabile sei…!

Prof. Francesco Polopoli