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Rete Civica: finalmente riconosciuta da Commissione Asp centralità ospedale Lamezia

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Un Babbo Natale con un dono a chi lo merita, quello che è passato un po’ in anticipo dagli ospedali di Lamezia Terme e Soveria Mannelli

Comunicato Stampa

Si tratta dell’ottimo Piano della Performance 2020/2022 adottato dalla Commissione Straordinaria dell’ASP di Catanzaro con delibera 891 del 7 dicembre.

E’ bastato sfilare la gestione dell’ASP dalle grinfie di ben note lobby per veder riconosciuta alla piana lametina una centralità che può essere messa al servizio di buone pratiche anche nel campo sanitario, com’è accaduto con l’aula bunker e forse con la distribuzione di alcuni vaccini anticovid. Una decisa inversione di tendenza rispetto a quando per la centralità ci proponevano discariche.

Il Prefetto Latella e i suoi colleghi, da buoni padri di famiglia tutori della legalità, hanno analizzato dati economici, sociali e sanitari del bacino di utenza dell’area dell’Istmo, si son chiesti che fare per rispettare i Livelli Essenziali d’Assistenza e hanno capito che per ottimizzare l’offerta e abbattere la mobilità passiva c’è bisogno di un’equa integrazione tra la pletora dei servizi forniti nell’Istmo.

Per quanto ci riguarda (come lametini) si tratta di un lavoro che non ha pari non solo in quest’area, ma in tutta la Calabria. Una proposta che sancisce la fine ingloriosa di quel progetto di accentrare tutto nei cosiddetti Hub e di emarginare le funzioni dei cosiddetti Spoke (nei fatti di svuotarli subdolamente), che nel 2010 fu vanto dall’amministrazione Scopelliti/Talarico.

La Commissione Straordinaria parla, infatti, (p. 61 del Piano) di un Ospedale lametino “che gode di una posizione strategica centrale in Calabria, facilmente accessibile con ogni tipo di collegamento (autostradale, aereo, ferroviario), nonché dotato di area per l’atterraggio degli elicotteri”, ma deve anche evidenziare (p. 38) che “Sebbene l’azienda risulti ben configurata e abbastanza ben articolata, il suo principale punto di debolezza è rappresentato paradossalmente dall’insistenza sul territorio di propria competenza dell’azienda ospedaliera Pugliese Ciaccio e dell’azienda ospedaliero universitaria Mater Domini. Queste infatti, cui vengono riconosciute tutte le prestazioni erogate, non hanno l’obbligo di dover negoziare volumi e tipologie delle prestazioni da erogare e tale circostanza grava significativamente sull’assegnazione finanziaria all’Azienda Sanitaria”. In parole povere, più soldi a Pugliese-Ciaccio e Mater Domini, meno all’ASP e quindi agli ospedali di Lamezia e Soveria.

Ciononostante la terna commissariale non si sottrae al suo compito di legalità e riequilibrio e prova a dare risposte alle domande di salute degli utenti non solo dell’Istmo, ma dell’intera regione. E mette finalmente in campo iniziative concrete che valorizzano la centralità della piana lametina, programmando per Lamezia l’attivazione di Neurologia; il potenziamento coi fondi Covid di terapia intensiva in un plesso collegato al Pronto Soccorso da un tunnel; il completo rientro del servizio Psichiatrico ora ubicato nel Pugliese, ma i cui costi (€ 1.900.000) gravano sull’ASP mentre i ricavi (€ 1.500.000) sono assegnati al Pugliese; l’implementazione dell’attività chirurgica; l’acquisto di una nuova TAC per il Pronto Soccorso; una convenzione tra ASP, Inail e Università Magna Graecia per il Centro Protesi; il trasferimento negli immobili di Lamezia di servizi ora sparsi in locali in affitto del catanzarese; ma soprattutto avendo attivato 10 posti letto in Oncologia e volendo attivare un Dipartimento pubblico-privato di Riabilitazione cardiologica attraverso l’integrazione tra la cardiologia di riabilitazione nell’ospedale di Lamezia e la cardiochirurgia della clinica privata S. Anna di Catanzaro, che, finita l’emergenza Covid, coinvolgerà l’ospedale di Soveria trasformandolo in Riabilitazione Cardiologica e dotandolo di percorsi per Disturbi del Comportamento Alimentare.

Mai visto finora nell’ASP, con le nomine politiche, un programma così ricco per il lametino. Onore al merito anche ai dr. Greco di Oncologia e Ceravolo di Cardiologia che da soli e sotto traccia si sono impegnati per ottenere qualcosa di concreto per i loro reparti.

Lamezia e il lametino devono adottare e difendere questa piattaforma programmatica, che non a caso comincia ad essere sotto tiro di certa contraerea catanzarese (al momento ancora timida, visto che le portaerei sono distratte dai loro problemi giudiziari). Noi la difenderemo, provando a rafforzarla, perché punta all’equa integrazione, al giusto riequilibrio e alla valorizzazione delle potenzialità che il lametino può offrire anche in questo campo all’intera Calabria.

Clicca qui per leggere la delibera.

Italia Nostra, Confagricoltura, CIA Agricoltori Italiani, Coldiretti, Associazione Regionale Allevatori, FederAgri, ACLI Terra, Parco Agricolo della Calabria, Città del vino, Movimento turismo del vino, Agriturist, Amici della terra, Amici della Montagna, Confesercenti, Confartigianato, CNA, Confcooperative, Lamezia Shopping, Cittadinanzattiva, L’albero della vite, Associazione Micologica Reventino, Movimento Cristiano Lavoratori, ACLI don Saverio Gatti, Osservatorio Sociale San Nicola, Difesa Consumatori del Lametino, Tribunale del Malato, Altrove, Comitato Lamezia 4 Gennaio, Comitato Salviamo la Sanità del Lametino, Comitato Malati Cronici, Comitato Lamezia Maltrattata, Comitato Lavoro Sanità Sicurezza, M24A-ET San Pietro a Maida, Ali sul Mediterraneo, La compagnia di via Bologna, M24A-ET Comuni dell’Amato, Amolamezia

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