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Sanità sullo Jonio: regna il caos!

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Si persevera nella logica dell’accertamento di poteri e competenze in mano ai capoluoghi storici, lasciando aree come la Magna Graecia in completa balia degli eventi

COMUNICATO STAMPA

Nelle ultime ore si sono palesate situazioni che rasentano l’inverosimile. Il Responsabile Igiene e Prevenzione della Sibaritide, rompe il silenzio, sbotta contro il centralismo cosentino, quel centralismo cosentino che accentra dimostrando al contempo straordinari limiti di gestione amministrativa di inefficienza, di incapacità, di diseconomie, e di rischi di ulteriori contagi.

Tesi sostenute dal comitato Magna Graecia ma eluse da chi non vuole avviare una vera e propria storica rivoluzione amministrativa, sociale e culturale.

Il Responsabile dell’area jonica lamenta, poi,  l’assoluta assenza di DPI per il presidio Spoke di Corigliano Rossano, problemi di sicurezza del personale sanitario e finanche nei pagamenti del 118.

Tutte situazioni puntualmente denunciate da mesi dal Comitato Magna Graecia, e da molti sottaciuti, chi per interessi da tutelare chi per pura omertà. Con le dichiarazioni del Responsabile jonico dovrebbe cessare la strategia comunicativa del “tutto bene” tendente a buttare solo fumo negli occhi.

La gestione dei Poli Covid negli spoke è stata solo ed esclusivamente una frittata fatta con uova marce.

E in questi minuti giunge persino la notizia della sospensione dei tamponi per dare priorità al popolo dei “rientri”.

Lo straziante scenario di queste ore presso lo spoke di Corigliano Rossano,  tra pazienti Covid e non Covid, con un paziente TSO, sospetto covid, esasperato dall’attesa estenuante  dell’esito del tampone che deve giungere da Cosenza, aggredisce un pover uomo solito a chiedere l’elemosina, ed ora è intubato a Cosenza.

Le forze dell’ordine che rischiano a loro volta contagio per l’intervento preventivo e precauzionale all’incolumità delle persone. Solo per un caso fortuito l’aggressore è risultato negativo al tampone.

Ma i dubbi e le incertezze permangono sul fatto che quel paziente in un presidio ospedaliero NON COVID non avrebbe dovuto esserci. Tale episodio dimostra la gestione tanto vulnerabile quanto superficiale con cui ci si relaziona al dramma della pandemia.

Il Pronto soccorso dell’ospedale di Rossano continua ad accogliere sospetti covid nella precarierà, mentre i reparti ordinari soffrono della carenza di personale a causa della sottrazione di camici bianchi destinati a un polo Covid che non si comprende se e come partirà.  Si conferma nella sostanza  la sommaria gestione sanitaria Jonica, in capo al centralismo dell’ASP cosentina.

Si dà vita a consigli comunali aperti, laddove si fa a gara a chi la spara più grossa.  Si parla di deroghe alla normativa per la creazione di un Hub nella Sibaritide, per poi essere smentiti a distanza di poche ore dalle parole del commissario ad Acta, che intervistato in merito alla vicenda sanitaria Jonica dice chiaramente che ogni scelta è comunque fedele al DM 70 che disciplina, in base al numero degli abitanti, HUB e SPOKE: da 150mila abitanti a 300mila gli spoke; da 300 abitanti a 600mila abitanti e fino a 1.2 mln Hub per aree urbane ed aree metropolitane.

È in questo quadro normativo che ci si può muovere, non in altri. Si gioca allo sfascio, senza criterio e, soprattutto, senza studiare.  Si lancia la proposta di due spoke per l’area sibarita e si persevera nel voler guardare allo Jonio semplicemente per i presidi di Corigliano Rossano, Cariati e Trebisacce, disconoscendo che l’area Silana è parte integrante della stessa e che su di essa gravitano i presidi di Acri e San Giovanni.

Inoltre si viene a conoscenza dalla carta stampata che ciò che si vuole far passare per visione della sanità in provincia di Cosenza, altro non è se non un gioco di strategie e misere contropartite: posti letto da un lato, in cambio della vita delle persone dall’altro!

Oggi s’apprende la chiusura del reparto covid a Cetraro, con il ritorno nel Presidio ai ricoveri ordinari e la conseguente riapertura del punto nascita.

Medesima sorte che probabilmente toccherà lo spoke Jonico, con qualche posto letto in pneumologia, confermando ancora una volta, la mentalità di gestione  da mendicanti col cappello in mano.

Si perseguita la logica degli opportunismi, calpestando le disposizioni del ministero della salute che prevedevano la gestione dei covid esclusivamente negli hub.

Svuotati quest’ultimi dai ricoveri ordinari, ci sarebbe stato spazio a sufficienza anche per la gestione degli asintomatici, rappresentanti lo zoccolo duro della pandemia.

La creazione delle USCA, per gestire la piaga asintomatica, ancora una volta, tiene fuori dai giochi la terza città della Calabria, in barba ad ogni principio di buon senso, fedeli a logiche di strategie mentecatte ed assolutamente scevre di qualsivoglia visuale organica di territorio.

Si continua a non voler comprendere la bontà della proposta Magna Graecia, unica dal punto di vista dei numeri a suffragare le giuste e legittime richieste della popolazione jonica, vessata al potere dei capoluoghi storici ed alla dabbenaggine dei luogotenenti locali.

Solo la creazione di un dipartimento sanitario che assembli il Crotoniate e la Sibaritide sotto unica area vasta, darebbe le risposte ed i servizi che le popolazioni attendono da tempo.

 COMITATO “MAGNA GRAECIA”