LameziaTerme.it

Il giornale della tua città



Sapia (Alternativa c’è) presenta proposta di legge per cancellare il debito sanitario

2 min di lettura

Sapia: “se non facciamo così, avremo i guai a vita”

Il deputato Francesco Sapia, di Alternativa c’è, ha presentato una proposta di legge per azzerare i disavanzi sanitari della Calabria e quindi cancellare il debito storico della sanità regionale.

Lo rende noto lo stesso deputato della commissione Sanità, che spiega: «Undici anni di commissariamento della Sanità calabrese hanno dimostrato che con le norme vigenti è impossibile garantire la tutela della salute ai cittadini. Con le risorse attualmente disponibili, si possono fare assunzioni con il contagocce e spesso di molto inferiori ai pensionamenti. Inoltre non ci sono soldi per comprare la carta igienica in molti reparti; mancano almeno 2mila unità di personale per rispettare la legge sui turni e i riposi obbligatori; per povertà di cassa alcuni Punti nascita sembrano addirittura del dopoguerra e talvolta i Pronto soccorso hanno l’aspetto di canili irregolari. Ancora, le liste d’attesa sono infinite, la specialistica è in tanti casi un miraggio, il privato domina, l’emigrazione sanitaria è la regola e ai malati calabresi sono richiesti troppi sacrifici personali ed economici. Tutta questa sofferenza deve finire al più presto».

«È dunque arrivato il momento del coraggio, della verità, della giustizia e dell’orgoglio dei parlamentari calabresi. O si azzera il debito, anche utilizzando parte dei soldi che arriveranno dall’Europa, oppure – tuona il parlamentare di Alternativa c’è – saremo costretti a subire a vita disservizi e guai, da Reggio Calabria fino a Castrovillari. Nella mia proposta di legge ci sono le soluzioni per uscire dall’inferno cui è stata ridotta la Sanità calabrese a causa degli oltre 2 miliardi e mezzo che lo Stato non ha trasferito negli ultimi 20 anni, a causa della disorganizzazione, dell’irresponsabilità, dell’affarismo e degli appetiti criminali, come a causa di un commissariamento strutturalmente inadeguato a guarire le malattie croniche del Servizio sanitario regionale».

«L’unità della nazione e l’eliminazione delle diseguaglianze tra i Servizi sanitari regionali sono essenziali – conclude Sapia – a garantire la tutela della salute, costituzionalmente preminente rispetto a tutto. Pertanto tutta la politica calabrese deve pretendere adesso che una quota dei soldi per la ripartenza dell’Italia sia utilizzata per salvare la Sanità della Calabria».

Click to Hide Advanced Floating Content