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Scatta il V-Day: come sarà il piano vaccini anti-Covid in Italia

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Trecentoundici giorni dopo la scoperta all’ospedale di Codogno del ‘paziente uno’, oltre due milioni di contagiati e quasi 72mila morti, arriva finalmente il Vax-Day

L’obiettivo della campagna di vaccinazione della popolazione è raggiungere al più presto l’immunità di gregge per il SARS-CoV2. La campagna partirà oggi 27 dicembre, vista l’approvazione da parte dell’EMA (European Medicines Agency) del primo vaccino anti COVID-19.

Dopo una fase iniziale, che dovrà essere limitata, per il numero di dosi consegnate, essa si svilupperà in continuo crescendo. I vaccini saranno offerti a tutta la popolazione, secondo un ordine di priorità, che tiene conto del rischio di malattia, dei tipi di vaccino e della loro disponibilità.

In estate poi saranno vaccinati tutti gli insegnanti e operatori scolastici, i lavoratori più a rischio e quelli dei servizi essenziali come le Forze dell’Ordine, le persone con comorbilità moderata e chi è detenuto in carcere.

In autunno poi sarà la volta di tutto il resto della popolazione portando così a termine la campagna di vaccinazione, per raggiungere quella immunità di gregge fondamentale per superare l’emergenza.

Per il commissario straordinario Domenico Arcuri l’obiettivo è quello di “poter vaccinare in una stagione a cavallo tra la prossima estate e il prossimo autunno tutti gli italiani che lo vorranno”.

Quali sono le categorie prioritarie nelle fasi iniziali?

  • Operatori sanitari e sociosanitari. Gli operatori sanitari e sociosanitari “in prima linea”, sia pubblici che privati accreditati, hanno un rischio più elevato di essere esposti all’infezione da COVID-19 e di trasmetterla a pazienti suscettibili e vulnerabili in contesti sanitari e sociali. Inoltre, è riconosciuto che la vaccinazione degli operatori sanitari e sociosanitari in prima linea aiuterà a mantenere la resilienza del servizio sanitario.
  • Residenti e personale dei presidi residenziali per anziani. Un’elevata percentuale di residenze sanitarie assistenziali (RSA) è stata gravemente colpita dal COVID-19. I residenti di tali strutture sono ad alto rischio di malattia grave, a causa dell’età avanzata, la presenza di molteplici comorbidità e la necessità di assistenza per alimentarsi e per le altre attività quotidiane.
  • Persone di età avanzata. Un programma vaccinale basato sull’età è generalmente più facile da attuare e consente di ottenere una maggiore copertura vaccinale. È anche evidente che un programma basato sull’età aumenti la copertura anche nelle persone con fattori di rischio clinici, visto che la prevalenza di comorbidità aumenta con l’età. Pertanto, considerata l’elevata probabilità di sviluppare una malattia grave e il conseguente ricorso a ricoveri in terapia intensiva o sub-intensiva, questo gruppo di popolazione rappresenta una priorità per la vaccinazione.