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Dal 1 luglio lo scontrino elettronico, cosa cambia per clienti e negozianti

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Scontrini fiscali

In vigore a partire da ieri l’obbligo di emissione dello scontrino elettronico: sono circa 260000 gli esercenti italiani interessati

Tutti i negozi e gli esercizi commerciali con volume d’affari superiore a 400mila euro l’anno hanno l’obbligo di rilasciare al consumatore, al posto dello scontrino o della ricevuta fiscale, un documento con valenza solo commerciale.

La parte fiscale invece verrà memorizzata e trasmessa all’Agenzia delle Entrate.

E’ il primo passo verso l’addio definitivo al vecchio scontrino cartaceo, che diventa appunto digitale.

Per sei mesi di periodo transitorio, gli operatori che non abbiano ancora la disponibilità di un registratore telematico potranno trasmettere i dati relativi ai corrispettivi giornalieri entro il mese successivo a quello di effettuazione dell’operazione.

Inoltre, non senza polemiche, sono esonerati dall’obbligo di scontrino elettronico tabaccai, giornalai, venditori di prodotti agricoli e chi presta servizi di telecomunicazione, radiodiffusione e trasporto pubblico di persone e veicoli (qualora il titolo di viaggio coincida con lo scontrino).

Escluso, fino al 31 dicembre 2019, anche chi effettua «operazioni marginali», che non superano l’1% del volume d’affari complessivo realizzato nel 2018, e le cessioni e prestazioni effettuate su mezzi di trasporto in viaggi internazionali (ad esempio le navi da crociera); questi soggetti continueranno a certificare queste operazioni marginali in modalità cartacea.

L’obbligo scatterà poi per tutti i commercianti in Italia dal 1° gennaio 2020.