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“La serva padrona” di Pergolesi segna l’inizio dell’Opera Buffa rinnovando tradizione teatrale in musica

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La serva padrona

“La serva padrona” di Giovanni Battista Pergolesi

La serva padrona

La stagione musicale, organizzata da Ama Calabria, prosegue con un evento fuori programma dal titolo “La serva padrona” di Giovanni Battista Pergolesi (Iesi 1710-Pozzuoli 1736), andato in scena al Teatro Umberto in una coproduzione internazionale realizzata in sinergia con il Comitato Nazionale Italiano Musica e l’Istituto Italiano della Cultura di Istabul.

“La serva padrona” (1733) è un intermezzo musicale   che segna una svolta nelle rappresentazioni operistiche in quanto dà inizio al nuovo genere dell’Opera Buffa destinato a rivoluzionare l’intera tradizione del teatro in musica.

Pergolesi inserì per caso “La serva padrona” come intermezzo tra gli atti del “Prigionier superbo”, cui è legata, insieme allo Stabat Mater, la sua fama, per ingannare l’attesa dell’intervallo di questa opera seria, ma subito si distinse per originalità di ispirazione.

E ben presto l’intermezzo “La serva padrona” assurse a simbolo dell’opera comica italiana non tanto per le innovazioni di carattere formale quanto per la delicata struttura del disegno melodico, caratterizzato da brevi motivi di immediato effetto emotivo e da una sorprendente varietà ritmica scandita armoniosamente tra musica e parola.

Sul palco, dove sono stati sistemati dei lunghi pannelli rettangolari sui quali scorrevano   personaggi e atmosfere settecentesche, si è svolta la storia d’amore del ricco e attempato Uberto e della sua giovane e furba serva Serpina che, con il suo carattere prepotente, approfitta della bontà del suo padrone per farsi sposare con la complicità del servo Vespone nel ruolo di mimo travestito da soldato.

Un matrimonio che rompe i rigidi canoni dell’epoca annullando le distanze sociali e anticipando i mutamenti del tessuto sociale che sfoceranno nella rivoluzione francese. L’azione si svolge sulla scia di un’apparente semplicità dei mezzi espressivi che accompagnano il gioco sentimentale dei personaggi rappresentati con una caratterizzazione di novità di accenti che attestano il superamento delle istanze razionalistiche ed arcadiche proprio in un periodo storico in cui si ricorre ad ogni mezzo per sbalordire, meravigliare e attirare l’attenzione degli spettatori.

Nasce così l’Opera Buffa da cui sorgeranno altre idee che porteranno alla rapida evoluzione del gusto musicale del paese transalpino verso modelli meno schematici e più moderni. Ad interpretare  questo capolavoro della storia della musica è stato il basso Davide Ruberti e il soprano Ilaria Del Prete, diretti da Mauro Trombetta, il grande direttore artistico di istituzioni come l’Arena di Verona, l’Opera di Roma, coadiuvato da un ensemble di quattro musicisti della Grecia, situati alla base  del palco e il mimo Gianni Dal Bello.

La regia è stata curata da Gianni Dal Bello, molto apprezzato nei più qualificati ambienti dello spettacolo, e le musiche a cura di Giovan Battista Pergolesi.

La serva padrona

LINA LATELLI NUCIFERO