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I soprannomi lametini. Recensione del libro di Francesco Polopoli

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I soprannomi lametini. Recensione del libro di Francesco Polopoli

A Bergamo, per inciso, ne vanno fieri: lo dimostra un lessico costruito ad hoc per la popolazione orobica a scopo identificativo

E poi il nostro Federico II, intorno a cui fanno da corona i giganti fragorosi di Neocastrum, non era soprannominato Stupor mundi o Puer Apuliae? Quindi, ai piedi del suo castello, stiamo alla corte dei nomignoli: non è regale!?

Così, nella premessa del lavoro editoriale, I soprannomi lametini, edito da Pubblisfera, si esprime il professor Francesco Polopoli che, in un dizionarietto onomastico, confortato da fonti lessicografiche e poetiche, presenta questi segni convenzionali alla luce della loro frequenzialità non ingiuriosa nel campo dell’urbanistica, dello sport, della cultura, solo con qualche tratto d’umorismo nero, riservato nell’Appendice dell’operetta, di qualche isolatissimo necrologio.

A proposito, l’ordine alfabetico con cui scorrono i soprannomi lametini sono accompagnati idealmente dalle note di una famosa canzone partenopea di inizio del secolo scorso.

Quale? Scopritelo, leggendo… cantandovela, pure!

Pensato ed ideato prima del lockdown in un look regale che ripresenta la corona sveva lametina è disponibile da Cerminara edicola, lato san Domenico, in una tiratura limitatissima.