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La storia di Maria Francesca Marino e dell’amore per la propria terra

2 min di lettura

Quando si abbandona il luogo in cui si è nati e si è trascorsa l’infanzia, lasciando la propria famiglia per andare a lavorare molto lontano, è come avere la morte nel cuore

Si parte per un ignoto futuro ma dentro di te una voce ti dice : ritornerò

E’ quanto accaduto a Maria Francesca Marino nata a Catanzaro e cresciuta a Simeri Crichi. Terminato il percorso di studi liceali, a 18 anni si è trasferita a Pisa per intraprendere ingegneria meccanica e dare seguito alla sua passione per lo studio e per i numeri cercando sempre di approfondire gli argomenti oltre le nozioni scolastiche.

All’età di 23 anni inizia la sua brillante carriera in un’azienda di Livorno nel settore automotive occupandosi di ottimizzazione utensili e studi di usura utilizzando metodologia 6 sigma ossia un programma di gestione della qualità.
Non ancora laureata riceve diverse offerte di lavoro ma la forte determinazione e perseveranza, che da sempre la contraddistingue, la porta a rifiutare numerose opportunità per accettare uno stage in una multinazionale americana nel settore Oil&Gas (General Electric) intravedendo ottime opportunità di crescita.
Selezionata tra migliaia di persone vince la scommessa fatta con se stessa e, dopo 4 mesi di stage, viene assunta e subito inserita in un intenso percorso finalizzato a formare i leader aziendali, in cui ha assunto diversi incarichi in settori tecnici, project management, commerciali, finance e produzione per approfondire la parte tecnica e sviluppare capacità di problem solving, team working e rapid execution sotto pressione.

Dopo 16 anni in giro per il mondo, è tornata a casa.
Una professionista di valore che, potendo scegliere tra diverse sedi lavorative, a partire da novembre, ha accettato con immenso piacere e orgoglio l’incarico di direttore di stabilimento in un sito della medesima azienda (Baker Hughes) a Vibo Valentia.
Un esempio di menti calabresi che vanno via, crescono, ma infine hanno il coraggio e le competenze per tornare nella propria terra natia e fare la differenza. Impiegare le proprie esperienze e professionalità, acquisite in tanti anni di sacrificio lontano dagli affetti familiari, per fare qualcosa nella propria terra.

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