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Talarico: nasce “Nuove Calabrie” per i diritti dei calabresi in Europa

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Talarico promotore del Centro studi le nuove Calabrie: il predominio dei partiti a trazione tosco padana penalizza pesantemente la nostra terra

Comunicato stampa

Il Centro Studi Nuove Calabrie per i diritti dei calabresi in Europa che ha inaugurato nel Dicembre 2020 la propria sede regionale nella centrale Lamezia Terme, vuole rappresentare la trincea da cui difendere i diritti europei di tutti i calabresi.

La Carta dei Diritti Fondamentali dell’Unione Europea (CDFUE), in Italia anche nota come Carta di Nizza, è stata solennemente proclamata una prima volta il 7 dicembre 2000 a Nizza e una seconda volta, in una versione adattata, il 12 dicembre 2007 a Strasburgo da Parlamento, Consiglio e Commissione.

La Carta deve rappresentare la guida per tutti i Calabresi ed i Diritti sanciti dalla Carta devono essere effettivamente garantiti in egual modo a tutti gli italiani. Non possono e non devono più esistere cittadini di serie A al nord e cittadini di serie B al Sud, La Carta CDFUE non lo consente, le Istituzioni Europee non lo consentono.

Nel Centro Studi Nuove Calabrie raccogliamo l’energia dei Calabresi che non si sono mai arresi nonostante la loro terra sia stata abbandonata, derisa, tradita e danneggiata dai partiti dell’arco costituzionale a trazione tosco padana che continuano a bruciare i sacrifici di tante genrazioni per esercitare il predominio economico e politico verso le terre meridionali.

La classe politica calabrese da destra a sinistra è complice. Rossi, neri, gialli, verdi e viola  non hanno mai  difeso la propria terra da questo predominio, non hanno mai  saputo evidenziare i problemi e proporre soluzioni  per colmare le disuguaglianze che da 160 anni dividono questo paese. I politicanti calabresi hanno solo ubbidito al capo politico di turno nella speranza di vedere ricompensata la propria fedeltà con una calda poltrona in parlamento.

Una Classe politica che è rimasta in silenzio anche di fronte alla grande crisi sanitaria che stiamo vivendo. Il silenzio, dopo lo show Cotticelli, della politica calabrese è stato devastante e certifica l’indifferenza delle istituzioni verso il nostro territorio. Il copione si ripete ora  sulla ripartizione delle risorse del Recovery  Fund.

Anche in questo caso non hanno il coraggio di ribellarsi al padrone Tosco Emiliano per contestare la percentuale del 34% che il governo vuole destinare al sud. L’Europa è stata chiara le risorse vanno ripartite nei territori in base alla popolazione, al pil procapite più basso ed al tasso di disoccupazione. Questi criteri applicati alla nostra Calabria darebbero delle percentuali di ripartizione superiore al 70 %.

Il centro studi Nuove Calabrie che già accoglie tanti giovani di vocazione meridionalista nei vari tavoli tematici nel proseguire la propria azione divulgativa e conoscitiva, si apre alla partecipazione di tutti coloro che vogliono unirsi attivamente alla battaglia per i diritti dei calabresi che vedrà il CENTRO STUDI impegnato in tutte i capoluoghi di provincia e poi in tutti i centri della regione. Oltre le battaglie virtuali, non appena le condizioni sanitarie lo consentiranno, bisognerà scendere nelle piazze e far sentire la nostra voce appellandosi, se necessario,  ai tribunali internazionali per denunciare le gravi disuguaglianze e discriminazioni che i calabresi subiscono da troppi anni.