Guardavalle. Percuote il padre con la sedia e punta il coltello alla gola della madre

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Guardavalle. Percuote il padre con la sedia e punta il coltello alla gola della madre

Aveva percosso il padre con la spalliera di una sedia e puntato il coltello alla gola della madre che aveva tentato di difenderlo: a finire in manette è stato un 49enne di Guardavalle, gravemente indiziato di maltrattamenti contro familiari e conviventi.

Erano le 20:00 circa di mercoledì quando i Carabinieri della Stazione di Guardavalle, sentendo delle forti urla provenire dall’abitazione del prevenuto, si sono avvicinati all’appartamento, notando la presenza della madre sul pianerottolo, la quale chiedeva aiuto piangendo.

La stessa, nell’immediatezza, ha riferito che, pochi istanti prima, il figlio aveva colpito ripetutamente il padre con una sedia, provocandogli delle ferite che sanguinavano; successivamente, le aveva puntato un coltello alla gola, poiché si era intromessa nella discussione nel tentativo disperato di difendere il marito.

Quest’ultimo, visitato poco dopo da personale sanitario del 118, ha riportato delle lievi lesioni, giudicate guaribili in pochi giorni.

Gli operanti, pertanto, sono entrati tempestivamente nell’immobile e, dopo aver immobilizzato il prevenuto, hanno notato la presenza di una sedia in legno rotta con dei chiodi che fuoriuscivano, nonché un coltello da cucina: il tutto è stato sottoposto a sequestro, poiché ritenuto corpo del reato.

A questo punto, i coniugi sono stati accompagnati in caserma, ove hanno sporto formale querela nei confronti del figlio; nella circostanza è emerso che dal mese di marzo sono vittime di minacce di morte da parte del figlio, il quale, quotidianamente e senza alcun apparente motivo, trova pretesti per aggredire verbalmente e fisicamente entrambi i genitori.

Gli stessi hanno altresì dichiarato di aver taciuto fino ad allora nella speranza che il figlio potesse cambiare.

Il G.I.P. di turno presso il Tribunale di Catanzaro ha convalidato l’arresto, disponendo la misura cautelare degli arresti domiciliari presso un idoneo luogo di cura, con contestuale divieto di comunicare, con qualunque mezzo e strumento, con persone diverse da quelle che lo assisteranno.

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