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Barbanti: su situazione scuole vige la confusione massima. Si faccia chiarezza

2 min di lettura
Barbanti (PD): La Città di Lamezia deve sapere che non è il Centro Protesi INAIL

La vicenda sulle scuole si sta, purtroppo, trasformando in una battaglia, anche a volta dai toni accesi, tra sostenitori della DAD e sostenitori della scuola in presenza

Comunicato Stampa

In realtà la cosa va be oltre. Qui si tratta di conoscere nel dettaglio l’entità del contagio a cui far seguire misure idonee per il contrasto alla pandemia senza far scatenare il panico o incertezza tra la popolazione ed i disagi per studenti ed insegnanti. Avere la contezza dei numeri significa anche far sì che quel senso di paura, che tutti abbiamo ed è lecito avere, non generi reazioni istintive ed irrazionali bensì una consapevolezza ed una sana prudenza che deve sempre pervadere il nostro agire quotidiano in periodo di pandemia.

Assistiamo oggi all’ennesima bocciatura del TAR all’ordinanza di chiusura delle scuole del comune di Catanzaro con motivazioni che afferiscono direttamente l’ASP di Catanzaro ritenendo la misura di chiusura priva di adeguata istruttoria e “manifestamente inconferente” per ciò che riguarda il riferimento all’approssimarsi delle vacanze pasquali nel cui periodo sarà attuato il lockdown nazionale.

In altre parole, il TAR sembra dire che mancano i numeri su cui basare un tale provvedimento e che l’avvicinarsi delle vacanze pasquali non sia un motivo valido. Ieri i contagi su tutta la provincia di Catanzaro erano 81; un numero certamente non tale da creare un tale allarme. Perché quindi è stato emanato il provvedimento di chiusura delle scuole?

Insomma, davanti a questa situazione di aleatorietà, quello che si chiede è certezza, trasparenza, informazione. Se i contagi sono elevati e tali da chiudere le scuole, allora ne deriva che si dovrebbero istituire zone rosse; se invece, come i numeri visti ieri, i contagi sono pochi, allora non ha senso chiudere le scuole.

La sicurezza viene prima di tutto, ma questa non può essere tutelata se ci si deve affidare alle “sensazioni” di contagio, c’è bisogno di protocolli funzionanti, tamponi, tracciamento, numeri.

On. Sebastiano Barbanti 

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