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Catanzaro. Sorpresi a rubare legna all’interno del cantiere della nuova metropolitana

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Catanzaro. Sorpresi a rubare legna all’interno del cantiere della nuova metropolitana

Catanzaro. Sorpresi a rubare legna all’interno del cantiere della nuova metropolitana

Festa della Repubblica amara per due catanzaresi che ieri mattina sono stati arrestati dai Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Catanzaro poiché sorpresi nella flagranza del reato di furto all’interno di un cantiere nel pressi di Viale degli Angioini.

Sono le 10.00 circa quando i militari, in servizio di pattuglia nell’area sud della città, vengono allertati dalla Centrale Operativa del Comando Provinciale che li informa della presenza di persone sospette intente a tagliare legna all’interno di un cantiere.

I militari dunque accorrono immediatamente sul luogo segnalato: si tratta di un area di proprietà della Regione Calabria ove è in opera il cantiere per la realizzazione della Metropolitana di Catanzaro.

Catanzaro. Sorpresi a rubare legna all’interno del cantiere della nuova metropolitana
Il camion usato per il tentato furto

I militari entrano nel cantiere e vi trovano un autocarro e due persone intente a tagliare dei tronchi con una motosega.

I due non sanno giustificare la loro presenza in loco e la circostanza viene anche confermata dai responsabili del cantiere che negano di aver mai dato alcuna autorizzazione al taglio e prelievo dei tronchi, sporgendo denuncia per l’accaduto.

Identificati i due in Domenico Passalacqua cl. 67 e Giovanni Passalacqua cl. 79, entrambi con numerosi precedenti, ricorrendone i presupposti, i militari hanno proceduto all’arresto dei predetti per l’ipotesi di reato di tentato furto aggravato, sequestrando la motosega utilizzata per lo scopo.

Per Giovanni Passalacqua cl. 79, in atto sottoposto alla misura di prevenzione della sorveglianza speciale con obbligo di soggiorno nel Comune di Catanzaro, è scattata anche la denuncia per inosservanza delle prescrizioni inerenti la predetta misura.

Gli arrestati, al termine degli accertamenti di rito, sono stati tradotti presso le rispettive abitazioni in regime di arresti domiciliari in attesa dell’udienza di convalida.