Faida dei boschi, l’avvocato Pagliuso più volte minacciato dai clan

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La capacità criminale e la tracotanza raggiunte dalla cosca SCALISE nel territorio di riferimento sono testimoniate dalla vicenda riguardante l’avvocato Francesco PAGLIUSO, del foro di Lamezia Terme (CZ), che, nella seconda metà del 2012, era difensore di Daniele SCALISE, figlio del capo cosca Pino SCALISE, per un procedimento penale presso il Tribunale di Cosenza.

Gli elementi investigativi acquisiti nel corso delle indagini, compendiati nell’odierno provvedimento di fermo, hanno documentato come il PAGLIUSO, accusato di un minor impegno professionale e di aver commesso degli errori nella linea difensiva a tutela di Daniele SCALISE, venisse privato della libertà personale, incappucciato e condotto con la forza da Lamezia Terme in un bosco della zona montana del Reventino, ove veniva costretto a stare, legato ed impossibilitato a muoversi liberamente, dinnanzi ad una buca scavata nel terreno con un mezzo meccanico. Il tutto al fine di piegare l’avvocato alla volontà della cosca, specie con riferimento alle determinazioni e al comportamento da tenere nel procedimento a carico di Daniele SCALISE.

Il sequestro di persona e la violenza privata perpetrati con l’aggravante mafiosa in danno dell’avvocato PAGLIUSO vengono contestati con il fermo odierno al solo Pino SCALISE, tenuto conto che gli altri correi sono nel frattempo deceduti a seguito di azioni omicidiarie. Lo stesso Pino SCALISE, in un momento successivo, non esiterà a reiterare ulteriori minacce raggiungendo l’avvocato PAGLIUSO direttamente all’interno del suo studio di Lamezia Terme. L’avvocato lametino fu poi ucciso la sera del 9 agosto 2016 a bordo della sua auto nel cortile di casa in via Marconi a Lamezia. 

L’attività estorsiva della cosca Scalise

La piena operatività della cosca SCALISE nel settore delle estorsioni su tutto il territorio di riferimento viene messa in luce con chiarezza dall’attentato incendiario che SCALISE Luciano (cl. Cl. 78) e ROTELLA Angelo (cl. 83) mettono a segno in danno di un imprenditore di Decollatura operante nel settore del commercio del legname. Nell’agosto del 2017, i due esponenti della cosca SCALISE, al fine di favorire un’altra società concorrente nel medesimo settore e far desistere l’imprenditore dalla sua attività economica, ne davano alle fiamme una macchina agricola e il capannone provocando un danno superiore ai 150 mila euro.

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